Fisco, cartelle esattoriali: la composizione negoziata della crisi è una rottamazione indiretta
- Walter Pittini

- 15 mag 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 16 mag 2025
La transazione fiscale potrebbe produrre effetti paragonabili a una sorta di rottamazione-quinquies

Dalla composizione negoziata della crisi una chance in più per la dilazione delle cartelle esattoriali. Grazie alla transazione fiscale, che potrebbe produrre effetti paragonabili a una sorta di rottamazione-quinquies.
La normativa
L’art. 23 comma 2 bis del dlgs 136/2024, inserito con il correttivo-ter del Codice della crisi d’impresa, consente all’imprenditore in crisi, anche in difficoltà a pagare le proprie cartelle, di accedere alla composizione negoziata e di proporre un accordo di transazione fiscale, rivolto all’Agenzia delle Entrate.
Al di là di questa previsione è sempre possibile con questo istituto, prevedere il pagamento di contributi Inps e tributi locali con sanzioni e interessi ridotti e fino a 10 anni. L’istituto della transazione fiscale, previsto per i soli debiti dell'erario, permette di: falcidiare la sorta capitale; eliminare sanzioni e interessi sui debiti fiscali; ottenere una rateizzazione fino a 120 rate mensili (10 anni). Il tutto in presenza di uno stato di crisi e di un piano di risanamento attestato da un professionista indipendente, laddove emerga che una proposta del genere garantisca una maggiore soddisfazione rispetto all’alternativa liquidatoria.
Contributi Inps e tributi locali
Relativamente a Inps e tributi locali iscritti in cartella, indipendentemente dalla transazione fiscale, va detto che la composizione negoziata consente il pagamento rateizzato con sanzioni e interessi in forma ridotta e può essere concesso con lo stesso automatismo previsto dalla rottamazione, fino a 120 rate mensili, quando le ipotesi del risanamento lo consentano.
Una dilazione in tempi troppo lunghi con produzione di eccessiva liquidità comporterebbe, infatti, un indebito arricchimento. In generale il modello del Codice rivisto è tale che più la crisi è conclamata e ben documentata, maggiore sarà la flessibilità concessa dal fisco. La composizione negoziata e la transazione fiscale consentono, in sostanza, di ottenere una rateizzazione del debito, riducendo eventualmente anche il capitale dovuto, a due condizioni la crisi è grave ma superabile con la previsione della continuità aziendale e l'offerta del proponente è più conveniente della liquidazione.
Transazione fiscale con effetti da rottamazione
In tutto ciò, il quadro legislativo della rottamazione quinquies si fa drammatico (tanto che da molte parti si spinge per una riapertura) a seguito della decadenza massiva delle dilazioni concesse per effetto della legge n. 91/2022 dopo il 16 luglio 2022. Secondo questa normativa, in caso di decadenza dal beneficio della rateazione concessa a seguito di richieste presentate fino a quella data, il carico può essere nuovamente rateizzato solo se, al momento della nuova richiesta, le rate scadute risultino integralmente saldate. Nei fatti, tutti i piani decaduti dopo il luglio 2022 si sono trasformati in vere e proprie mannaie per le società, peggiorando la loro situazione economico-finanziaria.
Il ricorso "massivo" alla composizione negoziata della crisi d’impresa con la previsione anche della transazione fiscale ( in crescita come effetto di un’impennata di pignoramenti, anche di conti correnti, preavvisi di ipoteche e avvisi di intimazioni) non solo garantisce l’immediata sospensione delle procedure esecutive già dalla nomina dell’esperto, in attesa dell’udienza per la conferma delle misure di protezione, ma consente anche di accedere a piano di dilazione sulle tasse da pagare spalmato sino a dieci anni.

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