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Cartelle, resta la tagliola decadenza per le rate

Aggiornamento: 16 mag 2025

Cosa possono fare i contribuenti che non ce la fanno a rispettare la suddivisione dei pagamenti concordati con l’Agenzia. Dal 2025 ci sono nuove strade

Riquadri

Rate delle cartelle, resta la tagliola della decadenza: se non paghi sei fuori.


Mentre il nuovo meccanismo di rateazione sebbene sia entrato in vigore dal primo gennaio 2025 si applica a tutte le dilazioni richiesta a partire da quella data, compresi i ruoli 2024. Tornando alla tagliola sulle cartelle, attualmente non c’è possibilità di intervenire con ripescaggi e dilazioni più soft, la percorribilità dell’intervento deve tenere conto dei saldi finanziari. E’ questo in sintesi il punto del ministero dell’economia nelle parole di Federico Freni, sottosegretario del Mef, rispondendo a una interrogazione presentata in commissione finanze della camera da Vito De Palma (FI) e Giorgio Lovecchio (FI).


Regime più soft per le rate. Il mef risponde non si può

Nell’interrogazione si chiedeva se il regime più rigido dei piani di rateazione attualmente in vigore potesse in qualche modo essere alleggerito con l’introduzione di una sorta di ravvedimento (fino al 2022 era previsto ai contribuenti decaduti dai piani di rateizzazione per alcune rate di saldare gli arretrati e riprendere i pagamenti).


Attualmente si prevede che con il mancato pagamento di una singola rata, dopo 8 rate insolute, scatta la decadenza automatica dal piano di rateizzazione, con la ripresa immediata delle azioni cautelari. Nella risposta si ripercorre la riforma delle rate attuata con la delega fiscale (dlgs 110/2024) sottolineando come la tempistica per richieste di rateazione formulate dal 1° gennaio 2025 per importi non superiori a 120 mila euro e che rientrano nell'ipotesi della richiesta "automatica" - prescinde dal momento di affidamento delle somme all'agente della riscossione con la conseguenza che potrebbe concernere anche posizioni affidate, ad esempio, nel corso del 2024. E dunque conclude Freni, «con riferimento all'intervento normativo auspicato dagli Interroganti, non può che rappresentarsi che la percorribilità dello stesso deve necessariamente tener conto dei conseguenti risvolti in termini di saldi finanziari».


Società di comodo, disco rosso alla detraibilità dell’Iva

Nella attesa della riforma delle società non operative solo parzialmente avviata con la riforma fiscale e il dlgs 192/2024 non è in arrivo nessun ricalcolo del recupero utilizzo dei crediti Iva per le società di comodo. Dopo la decisione della corte di giustizia Ue del 7 marzo 2024 (C-341-22) che sul tema ha censurato il modo in cui la norma italiana contrasta frodi, evasioni e l’abuso di diritto a detrazione impedendone il meccanismo, l’Agenzia delle entrate tramite la risposta del sottosegretario Freni fa presente che: «al momento, non è possibile fornire alcuna soluzione operativa in merito alle modalità di recupero/utilizzo dei crediti IVA in quanto l'individuazione di tali modalità non può non tener conto della necessità di definire la portata degli effetti della citata sentenza, in stretto raccordo con l'esigenza di non riaprire rapporti esauriti ed evitare effetti sul gettito». Il quesito in commissione finanze è stato posto da Domenico Matera (FdI) in merito agli effetti della sentenza che ha dichiarato incompatibile con il diritto Ue la disciplina di individuazione delle società di comodo (non operative) chiedendo come si intendesse procedere sul recupero dei crediti Iva dopo quanto deciso dalla corte.


Freni ha poi fornito stime per la raccolta giochi del 2025. «Sulla base dei dati di gioco risultanti al primo trimestre dell'anno corrente, è stato rilevato un lieve incremento della raccolta, pari a circa il 2%, rispetto ad analogo periodo dell 'anno precedente», ha indicato Freni, «Al riguardo, si evidenzia che tale incremento è determinato sulla base del significativo incremento realizzato per il gioco online, pari a circa il 10%. Contrariamente, il gioco raccolto su rete fisica ha registrato, in tale primo trimestre, un generale decremento rispetto al primo trimestre dell'anno 2024.»


Giochi, in crescita la raccolta

Freni ha poi fornito stime per la raccolta giochi del 2025. «Sulla base dei dati di gioco risultanti al primo trimestre dell'anno corrente, è stato rilevato un lieve incremento della raccolta, pari a circa il 2%, rispetto ad analogo periodo dell 'anno precedente», ha indicato Freni, «Al riguardo, si evidenzia che tale incremento è determinato sulla base del significativo incremento realizzato per il gioco online, pari a circa il 10%. Contrariamente, il gioco raccolto su rete fisica ha registrato, in tale primo trimestre, un generale decremento rispetto al primo trimestre dell'anno 2024.»




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