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L'assegno unico universale

Aggiornamento: 1 giu 2025

A chi è rivolto e come richiederlo.


assegno

L’Assegno unico e universale per i figli a carico è una misura a sostegno di tutte le famiglie contribuenti che vivono in Italia e hanno dei figli a carico. Si tratta di un contributo economico istituito con la Legge Delega 46/2021 ed entrato ufficialmente in vigore il 1° marzo 2022. L’Assegno unico va a sostituire le tante piccole misure e i tanti piccoli bonus istituiti negli anni precedenti e li raggruppa in un solo contributo che spetta a qualsiasi famiglia italiana ne faccia richiesta.

L’Assegno unico per i figli a carico è una classica misura di welfare con cui lo Stato aiuta le famiglie nella crescita dei figli. Il sostegno viene erogato dall’INPS ed è proporzionale all’ISEE presentato in fase di domanda dai genitori: più è alto il reddito, minore è il contributo economico ricevuto. Si va da un massimo di 189,20 euro per ogni figlio a carico fino a un minimo di 54,10 euro per coloro che hanno un ISEE uguale o maggiore di 43.240 euro. La somma può essere maggiorata nel caso in cui la famiglia rispetti alcuni requisiti ben precisi (ad esempio per le famiglie numerose ci sono delle somme extra che vengono somministrate ogni mese).

Per richiedere l’Assegno unico e universale per i figli è possibile presentare la domanda direttamente online corredata di tutti i documenti richiesti, oppure chiedere aiuto a un CAF o a un patronato. Tra le tante misure istituite in questi anni a favore delle famiglie, l’Assegno unico è la più cospicua e ha fatto nascere anche tante polemiche a livello politico. Per sapere come funziona, a chi è rivolta e se hai i requisiti per richiedere e ottenere il contributo economico, non ti resta che leggere questa guida che ti spiega punto per punto tutti gli aspetti più importanti dell’Assegno unico.



Che cos'è l'Assegno unico e universale per i figli a carico

Tra le misure a sostegno dei redditi e delle famiglie, l’Assegno unico e universale per i figli a carico è la più importante. Istituita ufficialmente con la Legge Delega 46/2021 ed entrata in vigore a marzo 2022, è un sostegno economico erogato dall’INPS alle famiglie con figli a carico che ne fanno richiesta. È rivolta a tutte le famiglie ed è proporzionale al loro ISEE.

L’Assegno unico è rivolto alle famiglie con figli a carico compresi in un’età tra gli 0 e i 21 anni. Viene riconosciuto ai nuclei familiari che rispettano questi requisiti:

  • Per ogni figlio minorenne a carico e per i nuovi nati a decorrere dal settimo mese di gravidanza.

  • Per ogni figlio maggiorenne a carico fino al compimento del ventunesimo anno di età che:

  • frequenti un corso di formazione scolastica, professionale o un corso di laurea;

  • sia registrato come disoccupato e sia attivamente alla ricerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;

  • svolga il servizio civile universale;

  • svolga un tirocinio o svolga un’attività lavorativa con un reddito annuale inferiore agli 8.000 euro.

  • Per ogni figlio con disabilità a carico senza limiti di età.

Questo contributo economico va a razionalizzare le tante piccole misure e i bonus istituiti in questi ultimi anni per le famiglie e per i figli. L’Assegno Unico raggruppa e sostituisce:

  • il premio alla nascita o all’adozione (Bonus mamma domani);

  • l’Assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;

  • gli Assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;

  • l’Assegno di natalità (cd. Bonus bebè);

  • le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

L’Assegno non va a sostituire il Bonus per gli asili nido ed è compatibile con misure ad hoc istituite dalle Regione e della Province autonome.



Come funziona l'Assegno unico per i figli a carico

L’Assegno unico viene erogato a tutte le famiglie contribuenti che vivono in Italia ed è commisurato all’ISEE presentato in fase di domanda. Il documento ISEE non è obbligatorio per l’accettazione della domanda: in caso di assenza viene erogato il contributo minimo previsto per ogni figlio a carico e che per il 2023 è pari a 54,10 euro. Ti ricordiamo che per ottenere l’ISEE è necessaria la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostituiva Unica) e puoi farti aiutare dai centri abilitati per l’assistenza fiscale (i CAF).



A chi è rivolto l'Assegno unico e quali sono i requisiti

L’Assegno unico e universale è rivolto a tutte le famiglie che abbiano almeno un figlio a carico e che siano dei contribuenti. La misura riguarda tutte le categorie di lavoratori:

  • dipendenti (pubblici e privati);

  • autonomi;

  • pensionati;

  • disoccupati;

  • inoccupati;

Inoltre, al momento della presentazione della domanda e per tutto il periodo del beneficio, è necessario che il richiedente (uno dei genitori, entrambi, oppure il figlio maggiorenne a cui la misura è rivolta) siano in possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno.

  • Cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea e titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.

  • Cittadino di uno Stato non appartenente all’UE ma titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo.

  • Titolare di un permesso di lavoro per svolgere un’attività per un periodo superiore ai sei mesi o titolare di un permesso di soggiorno per motivi di ricerca in Italia per un periodo superiore ai sei mesi.

  • Soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia.

  • Residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, e titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato della durata di almeno sei mesi.

Ti ricordiamo che l’Assegno unico spetta per tutti i figli a carico con un’età compresa tra gli 0 anni (viene erogato già dal settimo mese di gravidanza) fino al compimento dei 21 anni.



Quanto è l'importo dell'Assegno unico

L’importo dell’Assegno unico e universale per i figli a carico è proporzionale all’ISEE presentato in fase di domanda e può variare da un minimo di 54,10 euro per ogni figlio minore a carico (nel caso in cui l’ISEE superi o sia uguale a 43.240 euro) fino a un massimo di 189,20 euro per ogni figlio minore a carico (per le famiglie che hanno un ISEE fino a 16.215 euro).

L’importo può essere maggiorato nei seguenti casi:

  • Per i figli con età inferiore a un anno l’Assegno unico aumenta del 50%.

  • Per i nuclei familiari con almeno tre figli a carico l’Assegno unico aumenta del 50% per ciascun figlio. nella fascia di età tra uno e tre anni. L’ISEE deve essere inferiore ai 40.000 euro.

  • Per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico aumenta del 50% la maggiorazione forfettaria.

  • Per i figli disabili la maggiorazione varia in base alla gravità della disabilità. La maggiorazione è confermata per tutto il 2024.

  • Per le madri di età inferiore ai 21 anni è prevista una maggiorazione di 20 euro per ogni figlio.

  • Per i nuclei vedovili viene erogata d’ufficio al genitore vivente una maggiorazione per un periodo massimo di cinque anni successivi all’evento luttuoso.



Quali sono le fasce di ISEE per l'Assegno unico

Le fasce ISEE per l’Assegno unico vengono aggiornate annualmente dall’INPS in base all’andamento dell’inflazione e altri fattori che possono incidere negativamente sui redditi delle famiglie. Per il 2023 l’importo massimo di 189,20 euro è riservato ai nuclei familiari con un ISEE compreso tra 0 e 16.215 euro. La somma scala in maniera proporzionale fino a un minimo di 54,10 euro per coloro che hanno un ISEE pari o inferiore a 43.240 euro.

È complicato divedere gli importi per ogni fascia ISEE: ce ne sono tantissime e ognuna differisce da quella precedente per un centinaio di euro. Ad esempio, dopo la fascia fino a 16.215 euro, ne è presente una che va da 16.215,01 euro fino a 16.3223,10 euro con un importo mensile pari a 188,60€. Quella successiva ancora comprende un ISEE tra 16.323,11 euro e i 16.431,20 euro con un importo mensile pari a 188,10 euro. Si continua a scalare fino a raggiungere i 43.240 euro di ISEE e un importo di 54,10 euro.

Per tutte le varie fasce ti consigliamo di consultare il sito dell’INPS.



Come e quando fare la domanda per l'Assegno unico

Se hai un figlio a carico e non hai ancora presentato la domanda per ricevere l’Assegno unico e universale, devi sapere che puoi compilarla in qualsiasi momento. Se, invece, hai già presentato la domanda nel periodo gennaio 2022 – febbraio 2023 ed è stata accolta favorevolmente, non è più necessario presentare nuove richieste: dal 1° marzo 2023 l’Assegno viene erogato in automatico tra il 10 e il 20 di ogni mese (a meno di variazioni nel nucleo familiare o nell’ISEE).

La domanda può essere presentata direttamente online sul sito dell’INPS, contattando il numero verde 803.164 oppure tramite il patronato.



Quando e come viene pagato l'Assegno unico per i figli a carico

Il pagamento viene effettuato dall’INPS in due fasi ben distinte:

  • tra il 10 e il 20 di ogni mese tutti gli Assegni che non hanno subito variazioni rispetto al mese precedente;

  • tra il 20 e il 30 di ogni mese tutte le nuove domande di Assegno approvate nel mese precedente e tutti gli importi che hanno subito una modifica per le variazioni del nucleo familiare o per la presentazione di un nuovo ISEE (maggiore o minore in base all’andamento del reddito nell’anno precedente).

L’Assegno unico può essere erogato in diverse modalità e il richiedente (uno dei due genitori o entrambi) deve segnalarla durante la compilazione della domanda.

  • accredito su conto corrente bancario o postale;

  • libretto di risparmio dotato di codice IBAN; c

  • arta di credito o di debito dotata di codice IBAN;

  • bonifico domiciliato presso lo sportello postale.

Inoltre, per tutte le domande che sono state presentate tra il 1° marzo e il 30 giugno di ciascun anno, l’INPS eroga anche gli arretrati a partire dal mese di marzo. Per le domanda presentate dal 1° luglio l’Assegno decorre dal mese successivo a quello dell’approvazione.



Assegno unico genitori separati: come funziona

Con una Circolare pubblicata a febbraio 2022 l’INPS ha chiarito anche come deve essere erogato l’Assegno unico nel caso di genitori separati o divorziati.

A quale genitore spetta l’Assegno? Come viene erogato? La misura viene pagata al genitore che ne fa richiesta o in misura uguale a entrambi i genitori, in base agli accordi sottoscritti. In linea generali, quindi, in caso di divorzio o di separazione, l’Assegno spetta al genitore affidatario che ne fa richiesta oppure al tutore legale nell’interesse esclusivo del minore. In caso di accordo tra i genitori può essere diviso in parti uguali.



Assegno unico 2024: le novità

Come stabilito dal decreto legislativo che ha istituito il sostegno economico, l’importo varia di anno in anno in base all’andamento dell’inflazione nell’anno precedente. Per il 2023 l’inflazione stimata dovrebbe essere del 5,3% e questa dovrebbe portare a una rivalutazione di tutti gli importi in base alla fascia di ISEE. L’importo massimo dovrebbe sfiorare i 200€, con un aumento di circa 10€ rispetto alla somma attuale.

Inoltre, potrebbero esserci altre misure a supporto per le famiglie numerose stanziate nella prossima finanziaria. Bonus maggiori per chi fa più figli, già a partire dal secondo.







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