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- Cedolare secca | WPITTINI
Sei in: PITTINI > INDUSTRIE > Real estate > Immobiliari < Incasa < Indietro Avanti > Contattaci di Walter Pittini 3 maggio 2025 Cedolare secca Che cos’è la cedolare secca La cedolare secca è un regime tributario facoltativo che si concretizza nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali locali. In questo modo i redditi provenienti dall’affitto non concorreranno alla definizione dell’imponibile sul quale si calcolano le tasse. La cedolare secca è un regime di tassazione facoltativo, che si caratterizza nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali. Possono esercitare l’opzione per l’imposta, tutti coloro che percepiscono redditi dalla locazione di immobili o che godono di diritti reali su di essi. Esistono due aliquote principali: 21% per i contratti di locazione a canone libero; 10% per i contratti a canone concordato in specifici comuni, affitti per studenti universitari e altre categorie specifiche, come i contratti di locazione ad uso transitorio (durata da un mese a 18 mesi); 26% per i contratti di locazione breve , a partire dal secondo immobile. I redditi provenienti dagli affitti stipulati con contratto a cedolare secca vengono tassati a parte, mediante un’aliquota agevolata e non concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF. Inoltre, non sono dovute l’ imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione . Essa, tuttavia, non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione. Chi può applicare la cedolare secca Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (come ad esempio, l’ usufrutto ) su immobili residenziali (categorie catastali da A1 a A11, esclusa A10), che non locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni (ex art. 26 del TUIR). L’opzione per il regime sostitutivo è possibile solo per il locatore che (Circolare n. 26/E/2011 dell’Agenzia delle Entrate): Sia una persona fisica; Sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sull’immobile (esclusa la nuda proprietà); Effettui la locazione al di fuori dell’esercizio di imprese, arti o professioni; Consegua reddito fondiario. In caso di contitolarità dell’immobile l’opzione deve essere esercitata distintamente da ciascun locatore. I locatori contitolari che non esercitano l’opzione devono versare l’imposta di registro calcolata sulla parte del canone di locazione loro imputabile in base alle quote di possesso. Deve essere versata l’imposta di bollo sul contratto di locazione. L’imposta di registro deve essere versata per l’intero importo stabilito. Può optare per la cedolare secca al 21% anche chi si avvale del regime delle locazioni brevi. Tuttavia, l’aliquota sale al 26% ma solo a partire dalla secondo immobile concesso in locazione. Cosicché, chi ha un solo appartamento da affittare può continuare a farlo senza subire ulteriori aggravi fiscali (l’aliquota resta ferma al 21%). Per contratto di locazione breve si intende un contratto di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa (come Airbnb o case-vacanza ). A esso sono equiparati i contratti di sublocazione e quelli di concessione in godimento a terzi a titolo oneroso da parte del comodatario. L’applicabilità è prevista solo se nell’anno si destinano a questa finalità al massimo quattro appartamenti. Oltre tale soglia, l’attività, da chiunque esercitata, si considera svolta in forma imprenditoriale. L’intervento di un intermediario immobiliare tra locatore e conduttore non osta all’esercizio dell’opzione per la cedolare secca, che resta possibile nelle seguenti casistiche: Mandato con rappresentanza all’agenzia immobiliare: in quanto il contratto di locazione è concluso in nome e per conto del proprietario dell’immobile, che assume direttamente diritti e obblighi nei confronti del conduttore; Mandato senza rappresentanza: nel caso di contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, situati in zone turistiche. In questo caso, non esplica effetti ai fini dell’imposta di registro eventualmente dovuta per la registrazione del contratto di locazione né per l’imposta di bollo. L’imposta non può trovare applicazione in ipotesi di stipula da parte del proprietario di un contratto di locazione con un’agenzia immobiliare, in quanto, in tal caso, il locatario è un soggetto che esercita un’attività di impresa. Come si esercita l'opzione L’applicazione della tassazione a cedolare secca non è automatica, ma è subordinata all’esercizio di un’opzione. L’esercizio dell’opzione deve avvenire: Attraverso l’opzione sul modello RLI al momento della registrazione del contratto di locazione abitativo; L’esercizio avviene in dichiarazione dei redditi per le locazioni brevi. Quando l’opzione non viene esercitata all’inizio, la registrazione segue le regole ordinarie, le imposte di registro e le imposte di bollo sono dovute e non sono più rimborsabili. L’opzione comporta l’applicazione della cedolare per l’intero periodo di durata del contratto o della proroga o, nei casi in cui l’opzione sia esercitata nelle annualità successive alla prima, per il residuo periodo di durata del contratto. In caso di proroga del contratto, è necessario confermare l’opzione al momento della comunicazione della proroga. La conferma deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza del contratto o di una precedente proroga. Pertanto, l’esercizio dell’opzione può avvenire al momento della registrazione del contratto oppure, in caso di contratti pluriennali, successivamente, e deve essere comunicata sia all’Agenzia delle Entrate, sia al conduttore. Come si calcola la cedolare secca e quanto si paga Calcolare quanto si paga con la cedolare secca è piuttosto semplice. Esente da imposta di bollo e imposta di registrazione sul contratto, oltre che dalle addizionali comunale e regionale, è sufficiente effettuare una singola operazione per conoscere l’ammontare da versare all’erario. Mentre i redditi da locazione e l’opzione per la cedolare secca vengono indicati principalmente nel Quadro RB (Redditi dei Fabbricati), il Quadro LC del modello Redditi PF non serve a dichiarare nuovamente tali redditi, bensì a calcolare e liquidare l’imposta sostitutiva dovuta. Funziona come una sorta di “ riepilogo “: prende i dati relativi ai redditi soggetti a cedolare secca (inseriti in RB) e determina l’ammontare dell’imposta da versare. Chi ha diritto alla cedolare secca Il regime della cedolare secca può essere scelto da tutte le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (come, ad esempio, l’usufrutto) sull’immobile oggetto del contratto. Per quali immobili è prevista la cedolare secca La cedolare secca può essere utilizzata per contratti d’affitto di immobili a uso abitativo appartenenti alle categorie catastali da A/1 ad A/11 fatta eccezione per gli immobili della categoria A/10 (ossia spazi dedicati a uffici o studi privati). Il contratto con cedolare secca può essere esteso alle pertinenze dell’abitazione, anche in un secondo momento rispetto alla data di sottoscrizione del contratto principale. È fondamentale, però, che il rapporto contrattuale intercorra sempre tra gli stessi protagonisti: locatore e affittuario, cioè, devono essere gli stessi del contratto sottoscritto per l’abitazione. Un discorso a parte va fatto nel caso degli immobili a uso abitativo con contratto di locazione breve. Con più di quattro appartamenti destinati a questa finalità, infatti, l’attività viene considerata come imprenditoriale e sarà dunque impossibile optare per la cedolare secca. Cosa occorre per applicare la cedolare secca A livello gestionale e burocratico, la cedolare secca non richiede particolari “attenzioni” da parte del locatore. L’opzione può essere esercitata sia in fase di prima sottoscrizione del contratto, sia nelle annualità successive. Alla registrazione del contratto, l’adesione al regime fiscale alternativo deve essere effettuata utilizzando il modello RLI. In caso di adesione nelle annualità successive, invece, deve essere esercitata entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente, utilizzando sempre il modello RLI. Allo stesso modo, l’adesione può essere esercitata anche per proroghe di contratti già esistenti. Le tempistiche sono quelle appena viste per l’adesione a contratto in corso: va effettuata entro 30 giorni dalla scadenza del contratto originario utilizzando il modello RLI. Le comunicazioni potranno essere effettuate sia per via telematica, utilizzando i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (il software RLI o la piattaforma online RLI-web) oppure presentando il modello RLI, debitamente compilato, allo stesso ufficio dove è stato registrato il contratto. Nel caso in cui il locatore decidesse di optare per un contratto con cedolare secca ha l’obbligo di comunicarlo preventivamente all’affittuario tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. I vantaggi e gli svantaggi della cedolare secca Come accennato inizialmente, la cedolare secca porta con sé innegabili vantaggi sia gestionali sia fiscali. Allo stesso tempo, però, ha limiti che devono essere tenuti in considerazione nel momento in cui si sta scegliendo la tipologia di contratto da far sottoscrivere all’affittuario. Tra i vantaggi troviamo: il canone non si somma con gli altri redditi prodotti nel corso dell’anno e non fa cumulo per il calcolo dell’imponibile; la possibilità di esentare dal pagamento dell’IRPEF sul canone di locazione, svantaggiosa se non si hanno bonus (es. Ecobonus ) o oneri deducibili o detraibili da sfruttare, e dall’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro e di bollo sul contratto di locazione; è esente da addizionali comunale e regionale; è esente da imposta di registro e imposta di bollo. Tra gli svantaggi troviamo: impossibilità di aumentare il canone di affitto; impossibilità di richiedere la rivalutazione per adeguamento ISTAT; Il canone di locazione rimane, sostanzialmente, invariato, per tutta la durata del contratto. La cedolare secca non conviene nel caso in cui i propri redditi non siano elevatissimi e non si corra il rischio che i canoni riscossi “gonfino” l’imponibile. Va infatti ricordato che alcune tipologie di contratto consentono di godere di deduzioni e detrazioni fiscali che permettono di abbattere l’ammontare di tasse da pagare ogni anno. Necessario, dunque, fare le dovute considerazioni prima di optare per questo regime fiscale, ri volgendosi magari a un professionista che sappia consigliarvi per il meglio. In estrema sintesi, la cedolare secca può essere conveniente, ma non lo è in assoluto per tutti i contribuenti. Incasa 60 Prenota 7 giugno 2025 Commenti
- Bando Regione Friuli Venezia Giulia per le imprese ricettive turistiche | WPITTINI
Sei in: PITTINI > RIORDINO > Societario > Contributi < INIMPRESA Autore: Walter Pittini Bando Regione Friuli Venezia Giulia per le imprese ricettive turistiche commercialista Data pubblicazione: 6 mar 2025 Ultima modifica: 17 aprile 2025 Sono stati stanziati 15 milioni di euro per le imprese ricettive turistiche che prevedono investimenti per l’efficientamento energetico, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e il risparmio idrico. L’intensità dell’aiuto è pari al 50% della spesa ammissibile. La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato 15 milioni di euro per incentivare gli investimenti delle imprese ricettive turistiche nel territorio. L’obiettivo dei nuovi incentivi per le imprese turistiche è rafforzare la competitività del settore , promuovendo la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione. Beneficiari degli incentivi per le imprese ricettive turistiche Possono beneficiare del bando imprese turistiche le micro, piccole e medie imprese ricettive turistiche attive nella Regione Friuli Venezia Giulia. A condizione che abbiamo uno dei seguenti codici Ateco: 10 (alberghi e strutture simili); 20.10 (villaggi turistici); 20.20 (ostelli della gioventù); 20.30 (rifugi di montagna); 20.40 (colonie marine e montane); 20.51 (affittacamere per brevi soggiorni, bed and breakfast, case ed appartamenti per vacanze, residence); 30 (aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte). Quali sono i progetti finanziabili I progetti finanziabili sono quelli che prevedono investimenti per l’efficientamento energetico, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e il risparmio idrico. Ma anche interventi per il miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità delle strutture ricettive. Sono agevolabili anche gli interventi per la sostenibilità sociale , l’incremento della qualità e del potenziale ricettivo, e una maggiore digitalizzazione dei servizi offerti. Spese ammissibili per il bando imprese turistiche Friuli Venezia Giulia Le spese ammissibili al bando imprese turistiche della Regione Friuli Venezia Giulia includono: lavori di ristrutturazione edilizia ; manutenzione ordinaria e straordinaria; spese tecniche; fornitura e installazione di impianti, macchinari, strumenti , attrezzature, finiture e arredi nuovi di fabbrica; spese per hardware, software , apparati tecnologici per la connettività a banda larga e ultra-larga, decoder e parabole per l’accesso a internet. Come funziona il contributo del bando imprese turistiche La spesa minima ammissibile varia in base alla dimensione dell’impresa: 30 mila euro per le microimprese, 45 mila euro per le piccole imprese e 60 mila euro per le medie imprese. L’intensità dell’aiuto è pari al 50% della spesa ammissibile, con un importo massimo erogabile di 240 mila euro per ciascuna impresa. Come fare domanda per il bando imprese turistiche La domanda potrà essere presentata dalle ore 9:30 del 30 ottobre 2024 alle ore 16:00 del 31 marzo 2025. La procedura valutativa è a sportello, in base all’ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento fondi. Hai un’impresa in Friuli Venezia Giulia e cerchi contributi per il tuo business? Compila il modulo al lato per una consulenza personalizzata con i nostri esperti. TORNA IN ALTO < Indietro Avanti >
- Intra 13 | WPITTINI
Sei in: PITTINI > SERVIZI > Fiscale > Dichiarazione Intra 13 di Walter Pittini 9 maggio 2025 1 giugno 2025 Commenti PITTINI © 2018 PITTINI P.I. 08880560720 70125 Bari, Italia Privacy policy Contattaci Mettiti in contatto con noi Chi siamo Scopri le opportunità di lavoro Cosa facciamo Visualizza le sedi Le nostre competenze Eventi Informazioni su Pittini Richiesta di proposta Comunicati
- Financial | WPITTINI
Sei in: PITTINI > INDUSTRIE La finanza è un campo molto vasto che abbraccia vari aspetti della gestione del denaro, degli investimenti e dei sistemi finanziari. Contabilità ---> Finanziamenti ---> Finanziari ---> T.U.B. ---> I nostri approfondimenti Scopri le nostre competenze ---> Incontra il nostro leader Walter Pittini Sector leader pittini@live.it LinkedIn PITTINI © 2018 PITTINI P.I. 08880560720 70125 Bari, Italia Privacy policy Contattaci Mettiti in contatto con noi Chi siamo Scopri le opportunità di lavoro Cosa facciamo Visualizza le sedi Le nostre competenze Eventi Informazioni su Pittini Richiesta di proposta Comunicati
- 730 | WPITTINI
Sei in: PITTINI > SERVIZI > Fiscale > Dichiarazione 730 In questa sezione sono contenute le informazioni relative a "730 2025". di Walter Pittini 16 marzo 2024 Che cos'è Il 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Presenta diversi vantaggi. Principalmente, il contribuente non deve eseguire calcoli e ottiene il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio (i pensionati, a partire dal mese di agosto o di settembre); se, invece, deve versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre) direttamente nella busta paga. Se nella dichiarazione sono presenti anche redditi da attività lavorative nel settore turistico, nonché redditi indicati nei quadri M, T e/o W, e dalla liquidazione delle relative imposte sostitutive emerga un debito, il versamento delle stesse dovrà essere effettuato tramite il modello F24. Nel caso in cui, invece, emerga un credito, la parte di esso non destinata all’utilizzo in compensazione nel modello F24 è rimborsata direttamente dall’Amministrazione finanziaria. L’Agenzia delle entrate mette a disposizione, nell’area riservata del sito, il 730 precompilato : per accedere è necessario utilizzare le credenziali SPID (Sistema pubblico dell’identità digitale), CIE (Carta di identità elettronica) o CNS (Carta nazionale dei servizi).In aggiunta alla modalità di compilazione ordinaria, è presente una modalità semplificata e guidata: le informazioni a disposizione dell’Agenzia delle entrate sono proposte con un linguaggio semplificato al contribuente, che può confermarle o modificarle attraverso un percorso guidato. I dati così confermati, modificati o integrati sono riportati in maniera automatica nei campi corrispondenti del modello 730. Per utilizzare in compensazione il credito risultante dal 730, occorre compilare e presentare il modello di pagamento F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Se l’importo del credito che si intende compensare supera i 5.000 euro, è necessario richiedere l’apposizione del visto di conformità (articolo 1, comma 574 , legge n. 147/2013); la compensazione può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ( articolo 3 , comma 1, decreto legge n. 124/2019). Detrazione superbonus la detrazione “Superbonus” relativa alle spese sostenute nel 2023 per interventi di efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici può essere ripartita, a scelta del contribuente, in 10 quote annuali di pari importo a partire dal periodo d’imposta 2023. L’opzione della detrazione in 10 rate è irrevocabile ed è esercitata tramite una dichiarazione integrativa di quella presentata per il periodo d'imposta 2023 da presentare entro il termine per la dichiarazione relativa al 2024. Chi può presentare il 730 Possono utilizzare il modello 730 i contribuenti che nel 2024 hanno percepito: redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (per esempio contratti di lavoro a progetto); redditi dei terreni e dei fabbricati; redditi di capitale; redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (per esempio prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente) redditi diversi (per esempio redditi di terreni e fabbricati situati all’estero); alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata (per esempio i redditi percepiti dagli eredi – a esclusione dei redditi fondiari, d’impresa e derivanti dall’esercizio di arti e professioni); redditi di capitale di fonte estera, diversi da quelli che concorrono a formare il reddito complessivo, percepiti direttamente dal contribuente senza l’intervento di intermediari residenti. Possono utilizzare il modello 730 anche coloro che: adempiono agli obblighi relativi al monitoraggio delle attività estere di natura finanziaria o patrimoniale a titolo di proprietà o di altro diritto reale, e/o che sono tenuti al pagamento delle relative imposte (IVAFE, IVIE e Imposta cripto-attività), compilando il quadro W; percepiscono ulteriori tipologie di redditi soggetti a tassazione separata e a imposta sostitutiva, compilando il nuovo quadro M; percepiscono redditi derivanti da cessione di partecipazioni non qualificate, obbligazioni e altri strumenti che generano plusvalenze, nonché plusvalenze derivanti dalle cessioni di partecipazioni qualificate e dalla cessione di cripto-attività, compilando il nuovo quadro T. Possono presentare il modello 730, senza sostituto d'imposta, i contribuenti che nel 2024 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente indipendentemente dall'aver avuto o meno nel 2025 un sostituto d'imposta che possa effettuare il conguaglio. In questo caso nel riquadro "Dati del sostituto d'imposta che effettuerà il conguaglio" va barrata la casella "Mod. 730 dipendenti senza sostituto". Possono, inoltre, presentare il 730 senza sostituto d’imposta anche i non titolari di partita Iva che hanno esclusivamente redditi diversi da quelli di lavoro dipendente e assimilati. Per esempio, chi per il 2024 deve dichiarare solo redditi di terreni e/o fabbricati può farlo attraverso il 730. I contribuenti che presentano il 730 possono, inoltre, avere la necessità di presentare alcuni quadri del modello REDDITI Persone fisiche. Nello specifico: il quadro RM , soltanto se hanno percepito nel 2024 indennità di fine rapporto da soggetti che non rivestono la qualifica di sostituto d'imposta; il quadro RU e, ove necessario, in relazione alla tipologia del credito d’imposta utilizzato, anche il quadro RS da parte degli agricoltori in regime di esonero (articolo 34, comma 6, D.P.R. n. 633 del 1972), se nel corso del 2024 hanno usufruito di crediti d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione nel modello F24. I quadri RM, RS, e RU devono essere presentati insieme al frontespizio del modello REDDITI Persone fisiche 2025 nei modi e nei termini previsti per la presentazione di questo modello di dichiarazione. Quando e come presentare il 730 Il modello 730/2025 precompilato deve essere presentato entro il 30 settembre 2025 direttamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate oppure al proprio sostituto d’imposta (se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale), a un Caf o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale, società tra professionisti). Chi lo presenta direttamente all’Agenzia delle entrate deve: indicare i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio (è possibile comunque presentare il modello 730 precompilato senza indicazione del sostituto anche se, nel corso del 2025, si ha un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio); compilare la scheda per la scelta della destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef, anche se non esprime alcuna scelta; verificare con attenzione che i dati presenti nel 730 precompilato siano corretti e completi. Se il 730 precompilato non richiede nessuna correzione o integrazione, il contribuente lo può accettare senza modifiche. Se, invece, alcuni dati risultano non corretti o incompleti, occorre apportare le opportune modifiche e/o integrazioni, come l’esposizione di un reddito non riportato. Inoltre, il contribuente può aggiungere gli oneri detraibili e deducibili non presenti nella dichiarazione precompilata. In questi casi, vengono elaborati e messi a disposizione un nuovo 730 e un nuovo modello 730-3 con i risultati della liquidazione effettuata dopo le modifiche operate. Una volta accettato o modificato, il 730 precompilato può essere presentato direttamente tramite l’applicazione web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate. In alternativa, il 730 precompilato può essere presentato al proprio datore di lavoro o ente pensionistico, a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato. A tal fine, va conferita apposita delega per l’accesso alla dichiarazione. Oltre alla delega, bisogna consegnare, in busta chiusa, il modello 730-1, contenente la scelta per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef (la scheda deve essere consegnata anche se non si esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici); in caso di dichiarazione congiunta, le schede vanno inserite in due distinte buste, su ciascuna delle quali bisogna riportare i dati del coniuge che esprime la scelta. 730 ordinario (non precompilato) Il 730 ordinario può essere presentato al proprio sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale (in tal caso, il modello va consegnato già compilato), a un Caf o a un professionista abilitato; chi non ha un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio deve necessariamente rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato. Il termine di scadenza per la presentazione del 730/2025 ordinario è lo stesso previsto per il 730 precompilato: 30 settembre 2025 . Modelli e istruzioni Modello 730 - pdf Istruzioni per la compilazione - pdf Informazioni per la detrazione delle spese sostenute presso le Università non statali - pdf Allegato 1_Bolla di consegna - pdf Allegato 2 – Busta - pdf Allegato 3 – Obblighi di riservatezza - pdf Scadenza: 30 Settembre 2025. Guida 730 ---> Indichiarazione 120 Prenota 1 giugno 2025 Commenti PITTINI © 2018 PITTINI P.I. 08880560720 70125 Bari, Italia Privacy policy Contattaci Mettiti in contatto con noi Chi siamo Scopri le opportunità di lavoro Cosa facciamo Visualizza le sedi Le nostre competenze Eventi Informazioni su Pittini Richiesta di proposta Comunicati
- Approvvigionamento strategico | WPITTINI
Sei in: PITTINI > RIORDINO > Societario > Inimpresa Approvvigionamento strategico [object Object] < Inimpresa Contattaci Previous Next di Walter Pittini 20 marzo 2025 Condividi: Facebook X (Twitter) LinkedIn Pinterest Copia link La Legge di Bilancio 2025 ha rifinanziato la Nuova Sabatini con 1,7 miliardi di euro per il periodo 2025-2029. Il rifinanziamento , che consente di assicurare continuità alla misura di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, è pari a: 400 milioni di euro per l’anno 2025; 100 milioni di euro per l’anno 2026; 400 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029. La Nuova Sabatini prevede la concessione di contributi (in conto impianti) da parte del Ministero a fronte di finanziamenti (bancari o leasing), erogati da banche/intermediari finanziari aderenti alla misura, destinati a: investimenti in beni strumentali , inerenti all’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo e hardware, nonché di software e tecnologie digitali destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare; investimenti 4.0 , relativi all’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di beni materiali nuovi di fabbrica e immateriali, aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti; investimenti green , concernenti l’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi. Dal 1° ottobre 2024 è attiva anche la nuova linea di intervento “Sostegno alla capitalizzazione” , che riconosce alle PMI, costituite in forma di società di capitali, un contributo maggiorato rispetto a quello ordinario a fronte di investimenti in beni strumentali, in beni 4.0 e green (coperti sempre con un finanziamento, bancario o in leasing) collegati ad un aumento del capitale sociale: non inferiore al 30% dell’importo del finanziamento deliberato, interamente sottoscritto dalla PMI entro e non oltre i 30 giorni successivi alla concessione del contributo; versato per almeno il 25% (oltre all’intero importo del sovrapprezzo delle azioni, se previsto) oppure per l’intero importo, qualora l’aumento di capitale sia effettuato dall’unico socio ovvero da una società a responsabilità limitata semplificata, entro e non oltre i 30 giorni successivi alla concessione del contributo. 1. Cos'è La misura ha l’obiettivo di finanziare investimenti privati finalizzati a rafforzare le principali catene del valore strategiche del Paese, quali agroindustria, design, moda e arredo, sistema casa, metallurgia e siderurgia, meccanica strumentale, elettronica e ottica, automotive, treni, navi, aerei e industria aerospaziale, chimica e farmaceutica. L'intervento, realizzato in attuazione dell’Investimento 7, sotto-investimento 2, “ Competitività e resilienza delle catene di approvvigionamento strategiche ”, è di prossima apertura con uno specifico sportello. La dotazione finanziaria è di 500 milioni di euro. Lo strumento agevolativo individuato per l'attuazione dell'intervento è il Contratto di Sviluppo. La gestione è affidata a Invitalia S.p 2. A chi si rivolge Le agevolazioni possono essere concesse a imprese, di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale, che intendano realizzare programmi di sviluppo industriale comprendenti, eventualmente, progetti di ricerca, sviluppo e innovazione ma anche programmi di sviluppo per la tutela ambientale. Il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. I programmi potranno essere attuati: da più imprese operanti nella filiera di riferimento; da una sola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza. 3. Cosa finanzia I programmi di investimento devono riguardare le seguenti filiere produttive: agroindustria; design, moda e arredo; sistema casa; metallurgia e siderurgia; meccanica strumentale, elettronica e ottica; automotive; treni, navi, aerei e industria aerospaziale; chimica; farmaceutica. Sono ammissibili i progetti d’investimento concernenti le attività di logistica e di packaging facenti parte della filiera strategica di appartenenza I suddetti programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Soggetto gestore, prevedere spese ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro ed essere realizzati entro 36 mesi dalla data di concessione del contributo (con una eventuale proroga del termine di ultimazione del programma non superiore a 18 mesi). I programmi di investimento inoltre devono rispettare il divieto di doppio finanziamento, ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento (UE) 2021/241 e successive modificazioni e integrazioni ed il principio DNSH e gli orientamenti tecnici della Commissione europea di cui alla comunicazione 2021/C 58/01 sull’applicazione del medesimo principio, secondo le indicazioni operative elaborate in sede europea e nazionale. 4. Agevolazioni concedibili Le agevolazioni sono concesse, nella forma del finanziamento agevolato, contributo in conto interessi, contributo in conto impianti e contributo diretto alla spesa, nei limiti delle intensità massime di aiuto previste nei Titoli II, III e IV del decreto ministeriale 9 dicembre 2014. In caso di esito positivo delle verifiche, l’Agenzia procede all’approvazione del programma di sviluppo e alla concessione delle agevolazioni che deve intervenire, in ogni caso, entro il 30 giugno 2026. 5. Come funziona Le imprese possono presentare domanda in via telematica accedendo alla piattaforma predisposta da Invitalia. Previa presentazione di apposita istanza da parte del soggetto proponente, possono accedere al bando anche le domande di Contratto di sviluppo già presentate al Soggetto gestore il cui iter agevolativo risulti, alla data della predetta istanza, sospeso per carenza di risorse finanziarie. Si prevede una procedura valutativa a graduatoria atta a determinare l’ordine di ammissione alle valutazioni istruttorie basata su specifici indicatori: l’innovatività del programma di sviluppo, con la valorizzazione delle spese in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, come individuati dagli allegati A e B della legge 11 dicembre 2016, n. 232; l’impatto occupazionale connesso al programma realizzato, con particolare riguardo all’impiego di personale in possesso di laurea in discipline di ambito tecnico o scientifico; il coinvolgimento di piccole e medie imprese nel programma di sviluppo. Il punteggio complessivo ottenuto potrà poi essere incrementato – fino ad un massimo del 15% – qualora le imprese siano in possesso, alla data indicata nel decreto: del rating di legalità; di almeno una certificazione ambientale (EMAS, ISO 140001, ISO 50001); della certificazione della parità di genere. Le domande che risultino prive di copertura finanziaria ovvero dei requisiti di ammissibilità previsti dal presente decreto e dalla normativa applicabile per l’intervento in oggetto, rientreranno nella graduatoria ordinaria della misura agevolativa e saranno istruite dall’Agenzia in base all’ordine cronologico di presentazione. 6. Modalità e termini presentazione domande Con il decreto direttoriale 11 marzo 2025 sono stati stabiliti le modalità e i termini di presentazione delle domande. Le domande devono essere presentate, utilizzando la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia , a partire dalle ore 12.00 dell' 8 aprile 2025 e fino alle ore 12.00 del 10 giugno. 7. Normativa Decreto direttoriale 11 marzo 2025 - Termini e modalità di presentazione delle domande; Decreto ministeriale 6 novembre 2024 - Contratti di sviluppo. Transizione ecologica, tecnologie a zero emissioni e catene di approvvigionamento strategiche Consulente Inimpresa 60 Prenota 17 aprile 2025 Commenti Sottoscrivi la nostra Newsletter Enter your email here Sign Up Thanks for submitting! Indirizzo Via Conte Girolamo Giusso, 11/c, 70125 Bari, BA, Italia Telefono (+39) 340 715 1940 Email pittini@live.it Orario apertura
- Liquidazione | WPITTINI
Sei in: PITTINI > RIORDINO > Societario > Operazioni straordinarie Liquidazione di Walter Pittini < Back Next > 29 aprile 2025 Liquidazione @ Riproduzione riservata Commenti 29 aprile 2025 In quale altro modo possiamo aiutarti Industrie Soluzioni
- Lavoro | WPITTINI
Sei in: PITTINI > UFFICI > SDG_ONU Lavoro Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti 4 maggio 2025 Più o meno la metà della popolazione mondiale vive ancora con l’equivalente di circa due dollari al giorno. In molti luoghi, avere un lavoro non garantisce la possibilità di sottrarsi alla povertà. Questo progresso lento e disuguale richiede di riconsiderare e riorganizzare le nostre politiche economiche e sociali tese all’eliminazione della povertà. Una prolungata mancanza di opportunità di lavoro dignitose, investimenti insufficienti e sottoconsumo portano a un’erosione del contratto sociale di base a fondamento delle società democratiche, secondo cui tutti dobbiamo contribuire al progresso. La creazione di posti di lavoro di qualità resta una delle maggiori sfide per quasi tutte le economie, ben oltre il 2015.Una crescita economica e sostenibile richiederà alle società di creare condizioni che permettano alle persone di avere posti di lavoro di qualità, che stimolino le economie e al tempo stesso non danneggino l’ambiente. Inoltre, sono necessarie opportunità di lavoro e condizioni di lavoro dignitose per l’intera popolazione in età lavorativa. Fatti e cifre • La disoccupazione globale è salita da 170 milioni nel 2007 a quasi 202 milioni nel 2012; di questi, circa 75 milioni sono giovani donne e uomini • Quasi 2,2 miliardi di persone vivono al di sotto della soglia di 2 dollari al giorno; l’ eliminazione della povertà è possibile solo attraverso posti di lavoro stabili e ben pagati. • A livello globale sono necessari 470 milioni di impieghi per coloro che entreranno nel mercato del lavoro tra il 2016 e il 2030. Traguardi 8.1 Sostenere la crescita economica pro capite in conformità alle condizioni nazionali, e in particolare una crescita annua almeno del 7% del prodotto interno lordo nei paesi in via di sviluppo 8.2 Raggiungere standard più alti di produttività economica attraverso la diversificazione, il progresso tecnologico e l’innovazione, anche con particolare attenzione all’alto valore aggiunto e ai settori ad elevata intensità di lavoro 8.3 Promuovere politiche orientate allo sviluppo, che supportino le attività produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e l’innovazione, e che incoraggino la formalizzazione e la crescita delle piccole-medie imprese, anche attraverso l’accesso a servizi finanziari 8.4 Migliorare progressivamente, entro il 2030, l’efficienza globale nel consumo e nella produzione di risorse e tentare di scollegare la crescita economica dalla degradazione ambientale, conformemente al Quadro decennale di programmi relativi alla produzione e al consumo sostenibile, con i paesi più sviluppati in prima linea 8.5 Garantire entro il 2030 un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per donne e uomini, compresi i giovani e le persone con disabilità, e un’equa remunerazione per lavori di equo valore 8.6 Ridurre entro il 2030 la quota di giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di studio o formazione 8.7 Prendere provvedimenti immediati ed effettivi per sradicare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e alla tratta di esseri umani e garantire la proibizione ed eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, compreso il reclutamento e l’impiego dei bambini soldato, nonché porre fine entro il 2025 al lavoro minorile in ogni sua forma 8.8 Proteggere il diritto al lavoro e promuovere un ambiente lavorativo sano e sicuro per tutti i lavoratori, inclusi gli immigrati, in particolare le donne, e i precari 8.9 Concepire e implementare entro il 2030 politiche per favorire un turismo sostenibile che crei lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali 8.10 Rafforzare la capacità degli istituti finanziari interni per incoraggiare e aumentare l’utilizzo di servizi bancari, assicurativi e finanziari per tutti 8.a Aumentare il supporto dell’aiuto per il commercio per i paesi in via di sviluppo, in particolare i meno sviluppati, anche tramite il Quadro Integrato Rafforzato per l’assistenza tecnica legata agli scambi dei paesi meno sviluppati 8.b Sviluppare e rendere operativa entro il 2020 una strategia globale per l’occupazione giovanile e implementare il Patto Globale per l’Occupazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Previous Next @ Riproduzione riservata Commenti 31 maggio 2025
- Imposte dirette | WPITTINI
Sei in: PITTINI > SERVIZI > Fiscale > Consulenza Imposte dirette di Walter Pittini Imposte dirette 11 maggio 2025 @ Riproduzione riservata Commenti 1 giugno 2025 Previous Next
- Imprese On-Nuove imprese a tasso zero | WPITTINI
Sei in: PITTINI > RIORDINO > Societario > Inimpresa Imprese On-Nuove imprese a tasso zero [object Object] < Inimpresa Contattaci Previous Next di Walter Pittini 21 marzo 2025 Condividi: Facebook X (Twitter) LinkedIn Pinterest Copia link Si chiama Imprese On, Oltre nuove imprese a tasso zero, l'incentivo del Ministero dello Sviluppo economico che sostiene le micro e piccole imprese (max 60 dipendenti) di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni o da donne di tutte le età. La misura prevede finanziamenti alle aziende che hanno in programma di fare investimenti che puntano a realizzare nuove iniziative oppure ampliare o trasformare attività già esistenti nei settori del commercio, dei servizi, del turismo e del manifatturiero. 1. Cos'è ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero è l'incentivo promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico che sostiene le micro e piccole imprese composte in prevalenza o totalmente da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età. Finanzia le imprese con progetti di investimento che puntano a realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Le agevolazioni prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili. I piani di impresa devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e devono essere conclusi entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. L’incentivo è a sportello: non ci sono graduatorie né scadenze. Le domande sono esaminate in base all’ordine di arrivo. L’iter di valutazione prevede due fasi: La prima fase consiste in un colloquio di approfondimento per verificare le competenze tecniche, organizzative e gestionali del team imprenditoriale e la coerenza interna del progetto da finanziamento, anche rispetto alle potenzialità del mercato. Se il proponente supera positivamente il colloquio, si richiederà di integrare la presentazione della domanda sulla piattaforma online con le informazioni sul piano economico -finanziario del progetto. Format di approfondimento tecnico/economico e finanziario La valutazione della domanda si completerà con un secondo colloquio per valutare la sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa in considerazione delle spese proposte e delle agevolazioni richieste. Al termine della valutazione, Invitalia concede i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti. "ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero" è l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori. Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili. La misura “Nuove imprese a tasso zero” ha l’obiettivo di sostenere, su tutto il territorio nazionale, la creazione e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile (attuazione del Titolo I, Capo 0I, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185), La disciplina attuativa, in un’ottica di maggiore efficacia dell’intervento, è stata ridefinita con il decreto interministeriale 4 dicembre 2020 . Nuove disposizioni Il decreto interministeriale 24 novembre 2021 disciplina le disposizioni per il sostegno finanziario a valere sulle risorse del PNRR degli interventi previsti dall’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”. Per gli interventi a favore delle imprese femminili a valere sulla misura "Nuove imprese a tasso zero" (NITO-ON), sono previste le risorse del PNRR stanziate dal Decreto interministeriale 24 novembre 2021, pari complessivamente a 100 milioni di euro. Con circolare 4 maggio 2022, n. 168851 sono stati definiti i requisiti e le condizioni per il sostegno finanziario a valere sulle risorse del PNRR destinate agli interventi previsti dall’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”, nonché i termini a decorrere dai quali le imprese femminili interessate o le persone fisiche che intendono costituire un’impresa femminile potranno ricevere il predetto sostegno finanziario. 2. A chi si rivolge ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero si rivolge alle micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne di tutte le età, su tutto il territorio nazionale. Sono ammissibili le imprese che abbiano una compagine sociale composta per almeno il 51% da giovani under 35 e da donne di tutte le età. La maggioranza si riferisce sia al numero di componenti donne e/giovani presenti nella compagine sociale sia alle quote di capitale detenute. Ad esempio, una società composta solo da un uomo over 35 e una donna/uomo under 35 non saranno ammessi al finanziamento, è richiesta una terza persona che abbia i requisiti. Accedono al finanziamento le imprese costituite entro i 5 anni precedenti con regole e modalità differenti a seconda che si tratti imprese costituite da non più di 3 anni o da imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5. Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire la società dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni 3. Cosa finanzia Le imprese possono richiedere il finanziamento per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare le attività esistenti. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni. Non sono richieste garanzie in caso di finanziamenti inferiori a 250 mila euro; è prevista invece la garanzia sotto forma di privilegio speciale per i finanziamenti superiori a 250 mila euro È sempre richiesta l’ipoteca per i progetti di investimento che prevedono l’acquisto di un immobile. I piani di impresa devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e devono essere conclusi entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. Sono previste due linee di finanziamento con programmi di spesa e regime di aiuti diversi, a seconda che le imprese siano costituite da non più di 3 anni oppure da almeno 3 e non più di 5 anni. Per le imprese fino a 3 anni Le imprese costituite da non più di 3 anni possono presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o sviluppare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. La copertura delle spese ammissibili può arrivare al 90% da rimborsare in 10 anni. Possono accedere ad un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto che non può superare il limite del 20% della spesa ammissibile. Le imprese possono richiedere anche un contributo per la copertura delle esigenze di capitale circolante collegate alle spese per materie prime e servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa. Il contributo può arrivare fino al 20% delle spese di investimento. Alcuni esempi di spese del piano d’impresa Opere murarie e assimilate ( 30% investimento ammissibile) Macchinari, impianti e attrezzature Programmi informatici e servizi per l’ICT Brevetti, licenze e marchi Consulenze specialistiche ( 5% investimento ammissibile) Spese connesse alla stipula del contratto di finanziamento Spese per la costituzione della società Per le imprese tra i 3 e i 5 anni Le imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5 possono presentare progetti che prevedono spese per investimento fino a 3 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti, nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Le agevolazioni consistono nel mix di tasso zero e fondo perduto, che non può superare il limite del 15% della spesa ammissibile. Alcuni esempi di spese del piano d’impresa Acquisto di immobili solo nel settore turistico (40% investimento ammissibile) Opere murarie e assimilate (30% investimento ammissibile) Macchinari, impianti e attrezzature Programmi informatici Brevetti, licenze e marchi. Sono ammissibili le iniziative, realizzabili su tutto il territorio nazionale, promosse nei seguenti settori: produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli; fornitura di servizi alle imprese e alle persone ivi compresi quelli afferenti all'innovazione sociale; commercio di beni e servizi; turismo ivi incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l'accoglienza. I programmi di investimento proposti dalle imprese costituite da non più di 36 mesi possono prevedere spese ammissibili non superiori a euro 1.500.000; nell’ambito del predetto massimale può rientrare, altresì, un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante (da giustificare nel piano di impresa e utilizzabile ai fini del pagamento di materie prime, servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa e godimento di beni di terzi), nel limite del 20% delle spese di investimento. Per le imprese costituite da più di 36 mesi e da non più di 60 mesi, l’importo delle spese ammissibili non può essere superiore a euro 3.000.000. I programmi dovranno essere realizzati entro ventiquattro mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. 4. Termini e modalità di presentazione delle istanze Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, secondo quanto stabilito dall’articolo 5 del decreto legislativo n.123/1998. I termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni sono definiti dalla circolare n. 117378 dell’8 aprile 2021. Con circolare n. 135072 del 20 aprile 2021 si rettifica parzialmente la circolare n. 117378 dell’8 aprile 2021 con l’introduzione del nuovo Allegato 1 – “Criteri e parametri di valutazione e punteggi” – recante le corrette specificazioni di valutazione dei piani di impresa, che sostituisce lo stesso di cui alla circolare 8 aprile 2021, n. 117378. Resta fermo tutto quanto previsto dalla circolare 8 aprile 2021, n. 117378. Con decreto direttoriale n. 683 del 16/03/2022 è disposta la riapertura dello sportello agevolativo per la presentazione delle domande a partire dalle ore 12.00 del 24 marzo 2022 . Avviso di rifinanziamento L’articolo 5 della legge 27 dicembre 2023, n. 206 ( “Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy” ) ha disposto un rifinanziamento della misura per 15 milioni di euro per l’anno 2024, al fine di rafforzare il sostegno alle iniziative di autoimprenditorialità promosse da donne e favorire lo sviluppo di nuove imprese femminili in tutto il territorio nazionale. Le domande vanno presentate attraverso la procedura informatica disponibile sul sito di Invitalia. Presenta la domanda - Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa ( invitalia.it ). 5. Agevolazioni Le agevolazioni assumono la forma di finanziamento agevolato , a tasso zero, della durata massima di dieci anni, e di contributo a fondo perduto, per un importo complessivamente non superiore al 90% della spesa ammissibile. Per le imprese costituite da non più di 36 mesi, il contributo a fondo perduto è riconosciuto, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, in misura pari al 20% delle spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, brevetti e licenze d’uso. Per le imprese costituite da non più di 60 mesi, il contributo a fondo perduto è riconosciuto, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, in misura pari al 15% delle spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici, brevetti, licenze e marchi. In caso di esaurimento delle risorse finanziarie destinate al contributo a fondo perduto, le agevolazioni sono concesse nella sola forma di finanziamento agevolato. Al fine di fornire un ulteriore sostegno alle imprese di più recente costituzione la misura prevede inoltre l’offerta di servizi di tutoraggio . 6. Modalità di erogazione Le agevolazioni sono erogate per stati avanzamento lavori (SAL) in non più di 5 quote, comprensive dell’ultima a saldo. Al fine di favorire maggiormente la sostenibilità finanziaria dei programmi di investimento, l’erogazione delle singole quote può avvenire a fronte della presentazione di titoli di spesa anche non quietanzati, purché nei limiti del 20% per cento delle agevolazioni concesse nel caso del I SAL e del 30% per cento per i SAL successivi al primo. Resta fermo che per ogni quota diversa dalla prima l’impresa è tenuta alla dimostrazione dell’effettivo pagamento, mediante esibizione delle relative quietanze, dei titoli di spesa presentati ai fini dell’erogazione precedente. In alternativa alle modalità di erogazione sopra indicate, le singole erogazioni possono essere corrisposte sulla base di fatture di acquisto non quietanzate purché vincolate ad un contratto di conto corrente di cui alla convenzione già stipulata tra il Ministero, il Soggetto gestore e l’Associazione Bancaria Italiana, in grado di garantire il pagamento ai fornitori dei beni agevolati in tempi celeri. È, inoltre, prevista la possibilità per l’impresa di richiedere, previa presentazione di fideiussione bancaria, l’erogazione di una prima quota di agevolazione, non superiore al 40 per cento dell’importo complessivo delle agevolazioni concesse, a titolo di anticipazione. 7. Normativa Circolare del Direttore generale per gli incentivi alle imprese 4 maggio 2022, n. 168851 Decreto direttoriale 16 marzo 2022 Circolare n. 135072 del 20 aprile 2021 Decreto interministeriale 24 novembre 2021 Circolare del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese n. 117378 dell’8 aprile 2021 Decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, 4 dicembre 2020 . Consulente Inimpresa 60 Prenota 17 aprile 2025 Commenti Sottoscrivi la nostra Newsletter Enter your email here Sign Up Thanks for submitting! Indirizzo Via Conte Girolamo Giusso, 11/c, 70125 Bari, BA, Italia Telefono (+39) 340 715 1940 Email pittini@live.it Orario apertura
- Sindaco | WPITTINI
Sei in: PITTINI > RIORDINO > Societario I nostri protocolli NORME DI COMPORTAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE DI SOCIETÀ NON QUOTATE. Consulta 04 CONSULTING NOMINA DEI REVISORI E DEI SINDACI DI SOCIETA' NOMINA DEI REVISORI E DEI SINDACI DI SOCIETA' NOMINA DEI REVISORI E DEI SINDACI DI SOCIETA' NOMINA DEI REVISORI E DEI SINDACI DI SOCIETA' Quella di componente di sindaco di società è una delle attività di maggior rilevanza per i Professionisti iscritti al nostro Albo. In quanto organo della società, il collegio sindacale contribuisce all’esplicazione dell’attività sociale attraverso le particolari funzioni che l’ordinamento gli attribuisce e che lo pongono, oggi, al crocevia dei flussi informativi con i restanti organi e funzioni della società e con interlocutori esterni, tra cui, in primis, il soggetto incaricato della revisione legale. Il sistema tradizionale di amministrazione e controllo, basato sulla compresenza dell’organo di amministrazione e collegio sindacale – o del sindaco unico per le s.r.l. – continua a testimoniare la modernità e l’affidabilità dell’istituto, largamente utilizzato dalle nostre società. Gli ultimi post 1 2 3 4 5 In quale altro modo possiamo aiutarti Industrie Soluzioni PITTINI © 2018 PITTINI P.I. 08880560720 70125 Bari, Italia Privacy policy Contattaci Mettiti in contatto con noi Chi siamo Scopri le opportunità di lavoro Cosa facciamo Visualizza le sedi Le nostre competenze Eventi Informazioni su Pittini Richiesta di proposta Comunicati
- Impresa | WPITTINI
Sei in: PITTINI > UFFICI > SDG_ONU Impresa Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile 4 maggio 2025 Gli investimenti in infrastrutture – trasporti, irrigazione, energia e tecnologie dell’informazione e della comunicazione – sono cruciali per realizzare lo sviluppo sostenibile e per rafforzare le capacità delle comunità in molti paesi. Si riconosce ormai da tempo che la crescita della produttività e dei redditi, così come migliori risultati nella sanità e nell’istruzione, richiedono investimenti nelle infrastrutture.Lo sviluppo industriale inclusivo e sostenibile è la prima fonte di generazione di reddito; esso permette un aumento rapido e sostenuto del tenore di vita delle persone e fornisce soluzioni tecnologiche per un’industrializzazione che rispetti l’ambiente.Il progresso tecnologico è alla base degli sforzi per raggiungere obiettivi legati all’ambiente, come l’aumento delle risorse e l’efficienza energetica. Senza tecnologia e innovazione, non vi sarà industrializzazione, e senza industrializzazione non vi sarà sviluppo. Fatti e cifre • Infrastrutture di base come strade, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, servizi igienici, energia elettrica e acqua sono ancora scarsi in molti Paesi in via di sviluppo • Circa 2,6 miliardi di persone nei Paesi in via di sviluppo incontrano impedimenti nell’accesso continuo all’elettricità • 2,5 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a servizi sanitari e quasi 800 milioni di persone, di cui molte di centinaia di milioni si trovano in Africa subsahariana e Asia meridionale, non hanno accesso all’acqua • 1-1,5 miliardi di persone non possiedono servizi di telefonia affidabili • La qualità delle infrastrutture è legata positivamente al raggiungimento di obiettivi sociali, economici e politici • Infrastrutture inadeguate impediscono l’accesso a mercati, posti di lavoro, informazione e formazione, creando forti barriere alle attività economiche • Infrastrutture non sviluppate limitano l’accesso alle cure mediche e all’istruzione • Per molti Paesi africani, specialmente in quelli a basso reddito, le restrizioni infrastrutturali esistenti inibiscono la produttività delle imprese di circa il 40% • L’industria manifatturiera rappresenta una delle principali fonti d’impiego, fornendo circa 470 milioni di posti di lavoro nel mondo – pari a circa il 16% delle 2,9 miliardi di unità della forza lavoro. Si stima che nel 2013 le manifatture abbiano offerto più di mezzo miliardo di posti di lavoro • L’effetto moltiplicatore di posti di lavoro dell’industrializzazione ha un impatto positivo sulla società. Ogni posto di lavoro nell’industria manifatturiera crea 2,2 posti di lavoro negli altri settori • Le piccole e medie imprese attive nel settore della manifattura e della lavorazione sono i soggetti più decisivi nei primi stadi dell’industrializzazione, e creano tipicamente il maggior numero di posti di lavoro. Esse costituiscono oltre il 90% delle imprese a livello mondiale, e sono responsabili per circa il 50-60% degli impieghi • Nei Paesi di cui i dati sono disponibili, il numero di persone impiegate nel settore delle energie rinnovabili si aggira attualmente sui 2,3 milioni. Considerate le lacune statistiche, si tratta sicuramente di una cifra prudente. Dato l’interesse in forte crescita verso le energie alternative, il livello di impiego più alto previsto nel settore delle rinnovabili si aggira intorno ai 20 milioni di posti di lavoro entro il 2030 • I Paesi meno sviluppati hanno un potenziale di industrializzazione immenso per quanto riguarda l’industria alimentare (cibo e bevande), l’industria tessile e dell’abbigliamento, con buone prospettive per la generazione sostenuta di posti di lavoro e una maggiore produttività • Paesi a medio reddito possono trarre vantaggio dall’ingresso nel settore delle industrie di base e dei metalli lavorati, che offrono una vasta gamma di prodotti in risposta a una domanda internazionale in rapida crescita • Nei Paesi in via di sviluppo, quasi il 30% della produzione agricola viene sottoposta a lavorazione. Nei Paesi ad alto reddito ne viene lavorato il 98%. Ciò suggerisce grandi opportunità per i Paesi in via di sviluppo nell’industria agroalimentare. Traguardi 9.1 Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti – comprese quelle regionali e transfrontaliere – per supportare lo sviluppo economico e il benessere degli individui, con particolare attenzione ad un accesso equo e conveniente per tutti 9.2 Promuovere un’industrializzazione inclusiva e sostenibile e aumentare significativamente, entro il 2030, le quote di occupazione nell’industria e il prodotto interno lordo, in linea con il contesto nazionale, e raddoppiare questa quota nei paesi meno sviluppati 9.3 Incrementare l’accesso delle piccole imprese industriali e non, in particolare nei paesi in via di sviluppo, ai servizi finanziari, compresi i prestiti a prezzi convenienti, e la loro integrazione nell’indotto e nei mercati 9.4 Migliorare entro il 2030 le infrastrutture e riconfigurare in modo sostenibile le industrie, aumentando l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e adottando tecnologie e processi industriali più puliti e sani per l’ambiente, facendo sì che tutti gli stati si mettano in azione nel rispetto delle loro rispettive capacità 9.5 Aumentare la ricerca scientifica, migliorare le capacità tecnologiche del settore industriale in tutti gli stati – in particolare in quelli in via di sviluppo – nonché incoraggiare le innovazioni e incrementare considerevolmente, entro il 2030, il numero di impiegati per ogni milione di persone, nel settore della ricerca e dello sviluppo e la spesa per la ricerca – sia pubblica che privata – e per lo sviluppo 9.a Facilitare lo formazione di infrastrutture sostenibili e resilienti negli stati in via di sviluppo tramite un supporto finanziario, tecnico e tecnologico rinforzato per i paesi africani, i paesi meno sviluppati, quelli senza sbocchi sul mare e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo 9.b Supportare lo sviluppo tecnologico interno, la ricerca e l’innovazione nei paesi in via di sviluppo, anche garantendo una politica ambientale favorevole, inter alia, per una diversificazione industriale e un valore aggiunto ai prodotti 9.c Aumentare in modo significativo l’accesso alle tecnologie di informazione e comunicazione e impegnarsi per fornire ai paesi meno sviluppati un accesso a Internet universale ed economico entro il 2020. Previous Next @ Riproduzione riservata Commenti 31 maggio 2025
- Gestione aziendale | WPITTINI
Sei in: PITTINI > SERVIZI > Societari o Gestione aziendale Organizzazione > Amministrazione > Contabilità > Indice Gestione Aziendale Tipi di Gestione Aziendale Importanza della Gestione Aziendale Conclusioni 1. Gestione Aziendale La gestione aziendale rappresenta un insieme articolato di pratiche, metodologie e strategie che vengono implementate per ottimizzare le operazioni quotidiane e strategiche di un'azienda. Questo processo non si limita a una mera supervisione delle attività, ma abbraccia una serie di aspetti interconnessi, tra cui la pianificazione strategica, l'organizzazione delle risorse, la direzione e il controllo delle risorse aziendali. Ognuno di questi aspetti è fondamentale per garantire che l'azienda possa operare in modo efficiente e raggiungere i propri obiettivi a breve e lungo termine. Di seguito sono elencati in dettaglio alcuni dei principali elementi che costituiscono la gestione aziendale. Elementi Fondamentali della Gestione Aziendale Pianificazione: Questo aspetto implica la definizione chiara e precisa degli obiettivi aziendali, nonché l'elaborazione di strategie dettagliate per raggiungerli. La pianificazione è un processo continuo che richiede analisi di mercato, previsioni e valutazioni delle risorse disponibili. È essenziale per allineare le attività quotidiane con la visione a lungo termine dell'azienda. Organizzazione: Riguarda la strutturazione delle risorse umane e materiali in modo da attuare efficacemente i piani stabiliti. Questo include la creazione di un'organigramma che definisca ruoli e responsabilità, la gestione delle interazioni tra i vari dipartimenti e la garanzia che le risorse siano allocate in modo ottimale per massimizzare l'efficienza operativa. Direzione: Si riferisce alla guida e alla motivazione del personale per raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo elemento comprende la comunicazione efficace, la leadership e la capacità di ispirare il team, nonché la gestione dei conflitti e la promozione di un ambiente di lavoro collaborativo e produttivo. Controllo: Implica il monitoraggio e la valutazione delle performance aziendali e delle risorse utilizzate. Attraverso l'analisi dei risultati rispetto agli obiettivi stabiliti, le aziende possono identificare aree di miglioramento, apportare le necessarie correzioni e garantire che le strategie siano attuate in modo efficace. 2. Tipi di Gestione Aziendale Gestione Strategica: Questo tipo di gestione si concentra su decisioni a lungo termine e sulla definizione della direzione generale dell'azienda. Essa implica l'analisi delle tendenze di mercato, la valutazione delle opportunità e dei rischi e la formulazione di piani strategici che possano guidare l'azienda verso il successo sostenibile nel tempo. Gestione Operativa: Si occupa della gestione delle attività quotidiane e dei processi produttivi. Questo include la supervisione delle operazioni giornaliere, l'ottimizzazione della produzione, la gestione della qualità e la garanzia che le attività siano svolte in modo efficiente e secondo gli standard stabiliti. Gestione Finanziaria: Riguarda il controllo delle risorse finanziarie, la pianificazione degli investimenti e la gestione del budget. Una gestione finanziaria efficace è cruciale per garantire la stabilità economica dell'azienda e per prendere decisioni informate riguardanti l'allocazione delle risorse e la crescita futura. Gestione delle Risorse Umane: Questo aspetto si occupa del reclutamento, della formazione e dello sviluppo del personale. La gestione delle risorse umane è fondamentale per costruire un team competente e motivato, capace di affrontare le sfide del mercato e contribuire al raggiungimento degli obiettivi aziendali. 3. Importanza della Gestione Aziendale Una buona gestione aziendale è cruciale per il successo di un'impresa, in quanto permette di: Ottimizzare l'uso delle risorse disponibili, riducendo gli sprechi e migliorando l'efficienza operativa. Migliorare la produttività attraverso processi ben definiti e una gestione efficace del personale, che porta a risultati superiori e a una maggiore competitività sul mercato. Adattarsi ai cambiamenti del mercato e alle nuove esigenze dei consumatori, garantendo così una maggiore flessibilità e resilienza dell'azienda. Fidelizzare i clienti e aumentare la loro soddisfazione, creando relazioni durature e proficue che possono tradursi in un incremento delle vendite e della reputazione aziendale. 4. Conclusioni In sintesi, la gestione aziendale è un processo complesso ma essenziale per il funzionamento e la crescita di qualsiasi organizzazione. Attraverso una pianificazione e un controllo efficaci, le aziende possono raggiungere i loro obiettivi e garantire la loro sostenibilità nel tempo. La capacità di integrare e coordinare i vari aspetti della gestione aziendale determina non solo il successo immediato, ma anche la capacità di affrontare le sfide future e di innovare continuamente nel panorama competitivo in continua evoluzione. Ci occuperemo della: 1. Accordi commerciali; 2. Adempimenti societari; 3. Bamdi di gara; 4. Bilancio; 5. Cariche sociali; 6. Contratti; 7. Capitalizzazioni; 8. Perizie; 9. Partecipazioni; 10. Sindaco ; 10. Trasferimento di quote societarie 10. Valori d'azienda. 25 febbraio 2025 di Walter Pittini TORNA IN ALTO Indietro Avanti
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Sei in: PITTINI > RIORDINO > Societario > Inimpresa Contratti di sviluppo [object Object] < Inimpresa Contattaci Previous Next di Walter Pittini 21 marzo 2025 Condividi: Facebook X (Twitter) LinkedIn Pinterest Copia link 1. Cos'è Il Contratto di sviluppo, introdotto nell’ordinamento dall’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, ed operativo dal 2011, rappresenta il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni. La normativa che regola lo strumento ha subito, nel corso degli anni, sostanziali modifiche volte a garantire una maggiore celerità delle procedure di accesso ed una migliore risposta alle esigenze manifestate dal tessuto produttivo nazionale. La normativa attualmente in vigore (decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014 e s.m.i.), valevole per il periodo di programmazione 2014-2020, consente la finanziabilità di: programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli; programmi di sviluppo per la tutela ambientale; programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali. Nell’ambito dei suddetti programmi, lo strumento può finanziare, altresì, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione nonché opere infrastrutturali nei limiti previsti dalla normativa di attuazione.L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro, ovvero a 7,5 milioni di euro qualora il programma riguardi esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. La legge 30 dicembre 2020, n. 178 (articolo 1, commi da 85 a 87) , ha introdotto specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale. In particolare, la soglia di accesso per i programmi di sviluppo di attività turistiche, ordinariamente pari a 20 milioni di euro, è stata ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. La medesima disposizione ha, inoltre, stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità, connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Con la Direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 19 marzo 2021 sono state fornite le opportune direttive per perseguire la corretta attuazione delle previsioni recate dalla predetta disposizione normativa ed è stata prevista la pubblicazione dell’elenco dei comuni rientranti nelle aree interne del Paese . 2. Soggetto gestore La gestione dei Contratti di sviluppo è affidata all’ Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. – Invitalia , che opera sotto le direttive ed il controllo del Ministero dello sviluppo economico. A chi si rivolge I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione (compatibilmente con i regolamenti comunitari di volta in volta applicabili). Il programma di sviluppo può, altresì, essere realizzato in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete di cui all’art. 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5.Nei Contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in: soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del programma medesimo; imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo. Fermo restando l’importo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni previsto per il complessivo programma di sviluppo, il programma del soggetto proponente deve presentare spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro per quanto riguarda i programmi di sviluppo industriali e per la tutela ambientale; non inferiori a 3 milioni di euro per quelli che riguardano esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli; non inferiore a 5 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle attività turistiche ovvero 3 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle attività turistiche che riguardano le aree interne del Paese o il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. Gli investimenti proposti dai soggetti aderenti (ivi compresi i programmi di ricerca, sviluppo e innovazione) devono presentare spese non inferiori a 1,5 milioni di euro. Le agevolazioni Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro: finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili contributo in conto interessi contributo in conto impianti contributo diretto alla spesa L’entità delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato, è determinata sulla base della tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa, fermo restando che l’ammontare e la forma dei contributi concedibili vengono definiti nell’ambito della fase di negoziazione. Particolari criteri per la determinazione delle agevolazioni concedibili sono previsti, sempre in attuazione dei vigenti regolamenti comunitari, per i programmi di sviluppo per la tutela ambientale e per i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Per tale ultimo settore, con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017 sono state fornite specifiche disposizioni applicabili fino al 31 dicembre 2022. Come funziona Le istanze di accesso devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. – Invitalia, soggetto gestore della misura agevolativa, con le modalità e secondo i modelli indicati nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.L’Agenzia procede allo svolgimento delle attività istruttorie di competenza nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande di agevolazioni, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili. Il decreto 2 novembre 2021 ha previsto un aggiornamento dei requisiti che i programmi di sviluppo industriali e i programmi di sviluppo di attività turistiche devono rispettare ai fini della concessione delle agevolazioni richieste. In particolare, l’Agenzia è tenuta a riscontrare la sussistenza di almeno due dei requisiti previsti dall’articolo 9, comma 6, del decreto 9 dicembre 2014, ovvero: per un programma di sviluppo industriale: positivo impatto sull’occupazione idoneità del programma di realizzare/consolidare sistemi di filiera diretta e allargata idoneità del programma a rafforzare la presenza dell’impresa sui mercati esteri o attrarre investimenti esteri contributo allo sviluppo tecnologico impatto ambientale dell’investimento per un programma di sviluppo di attività turistiche: positivo impatto sull’occupazione previsione di recupero e riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate nell’ambito del programma incidenza del programma su una filiera di interesse turistico capacità del programma di contribuire alla crescita o alla stabilizzazione della domanda turistica attraverso la destagionalizzazione dei flussi. realizzazione del programma in comuni tra loro limitrofi ovvero appartenenti a un unico distretto turistico capacità del programma di attrarre investimenti esteri. Con il decreto del Ministro dello sviluppo economico 8 novembre 2016 è stata introdotta una specifica procedura per il finanziamento e la valutazione dei programmi di sviluppo di rilevanti dimensioni (investimenti pari o superiori a 50 milioni di euro, ovvero 20 milioni se relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli), a condizione che i medesimi presentino una particolare rilevanza strategica in relazione al contesto territoriale e al sistema produttivo interessato. La procedura è finalizzata alla sottoscrizione tra il Ministero, Invitalia, l’impresa proponente e le eventuali Regioni cofinanziatrici, di Accordi di Sviluppo (procedura fast track) ed è attivabile su istanza delle imprese proponenti con le modalità indicate nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia. L’attivazione dell’Accordo di Sviluppo consente una riduzione dei tempi per la valutazione del programma ed un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte. Con il decreto 2 novembre 2021 sono stati introdotti nuovi requisiti volti a valutare la rilevanza strategica dei programmi di sviluppo. In particolare, l’Agenzia valuterà la sussistenza: di almeno tre dei requisiti previsti dal richiamato articolo 9, comma 6, ovvero il rilevante impatto ambientale del programma di sviluppo, inteso come programma di sviluppo per la tutela ambientale, ovvero la realizzazione del programma di sviluppo in forma congiunta mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete. Per i programmi di sviluppo concernenti la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli deve essere, altresì, verificata la capacità del programma di determinare positivi effetti o sinergie con i sistemi di filiera diretta ed allargata regionali e/o nazionali. Ai fini della sottoscrizione di un Accordo di Sviluppo, i soggetti beneficiari, qualora sia previsto un incremento occupazionale, devono altresì impegnarsi a procedere prioritariamente, nell’ambito del rispettivo fabbisogno di addetti, e previa verifica dei requisiti professionali, all’assunzione dei lavoratori che risultino percettori di interventi a sostegno del reddito, ovvero risultino disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo, ovvero dei lavoratori delle aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello sviluppo economico. La disciplina attuativa dei Contratti di sviluppo, come riformata dal decreto 2 novembre 2021, prevede altresì la possibilità di sottoscrivere specifici Accordi di Programma tra il Ministero, le Regioni e gli enti pubblici interessati e l’Agenzia al fine di destinare una quota parte delle risorse disponibili per l’attuazione di iniziative di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo dei territori (articolo 9, comma 6, del decreto 9 dicembre 2014).Con decreto ministeriale del 23 marzo 2018 sono state ampliate le modalità di intervento in favore delle imprese, prevedendo la possibilità per il Soggetto Gestore, ad integrazione delle agevolazioni di natura contributiva o di finanziamento già previste, di intervenire alle normali condizioni di mercato nel capitale di rischio del soggetto proponente. Il nuovo articolo 8-bis del decreto del 9 dicembre 2014 e ss.mm .ii. stabilisce le modalità del suddetto intervento che può essere attuato, su richiesta del soggetto proponente, mediante l’assunzione di partecipazioni temporanee e di minoranza nel capitale sociale; l’intervento è consentito – nei limiti ed alle condizioni previsti dal citato articolo 8-bis - per le sole iniziative ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia oggetto di Accordi di programma o di sviluppo finalizzati al rilancio produttivo di stabilimenti industriali di rilevanti dimensioni, altrimenti dismessi o comunque nei quali l’attività produttiva è stata o verrebbe interrotta. Al suddetto intervento, il decreto del 23 marzo 2018 ha destinato 20 milioni di euro di risorse del Fondo per la crescita sostenibile. Dotazione finanziaria Allo strumento dei Contratti di sviluppo sono state assegnate, a partire dal 2014, risorse finanziarie per 7.912,40 milioni di euro, come di seguito dettagliato: 250 milioni di euro di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione-FSC 2014-2020 (Deliberazione CIPE n. 33/2015) 336,3 milioni di euro di risorse del Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività FESR 2014-2020 (decreti del Ministro dello sviluppo economico del 29 luglio 2015 e del 21 maggio 2018) 352,2 milioni di euro di risorse del Programma nazionale complementare “Imprese e competitività 2014-2020” (Deliberazione CIPE n. 10/2016) 90 milioni di euro di risorse del Fondo per la crescita sostenibile (decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 agosto 2016, successivamente modificato dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017 e decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 dicembre 2017) 20 milioni di euro di risorse del Fondo per la crescita sostenibile destinati ad interventi nel capitale di rischio (decreto del Ministro dello sviluppo economico del 23 marzo 2018) 1.745,6 milioni di euro del “Piano imprese e competitività FSC 2014-2020” (Deliberazioni CIPE n. 25/2016, n. 52/2016 e n. 14/2018) 155,8 milioni di euro destinati a programmi di sviluppo promossi da piccole e medie imprese nel territorio della regione Sicilia 112,5 milioni di euro di risorse assegnate dalla legge di bilancio per il 2019 (articolo 1, comma 202, della legge 30 dicembre 2018, n. 145) 200 milioni di euro di risorse assegnate dalla legge di bilancio per il 2020 (articolo 1, comma 231, della legge 27 dicembre 2019, n. 160) 400 milioni di euro di risorse assegnate dal decreto-legge Cura Italia (articolo 80 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) 500 milioni di euro di risorse assegnate dal decreto-legge Agosto (articolo 60, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104) 50 milioni di euro di risorse assegnate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti, 17 gennaio 2020 destinati al consolidamento della filiera produttiva del trasporto pubblico su gomma e dei sistemi intelligenti per il trasporto ( gli ulteriori 50 milioni originariamente destinati all’intervento sono confluiti nella dotazione assegnata all’Investimento 5.3 Misura Missione 2, Componente 2) del PNRR 130 milioni di euro di risorse assegnate dalla legge di bilancio per il 2021 (articolo 1, comma 86, della legge 30 dicembre 2020, n. 178), destinati al finanziamento di programmi di sviluppo turistici realizzati nelle aree interne del Paese ovvero che prevedono il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse e per programmi riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli accompagnati da investimenti finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle suddette attività. 200 milioni di euro di risorse assegnate dal decreto-legge Sostegni (articolo 20, commi 7, 8, 9, 10 del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41) destinati a sostenere gli investimenti finalizzati alla ricerca e alla riconversione industriale nel settore biofarmaceutico verso la produzione di nuovi farmaci e vaccini. 1.370 milioni di euro assegnati dalle leggi di bilancio per il 2021 e per il 2022 (legge 30 dicembre 2020, n. 178 e legge 30 dicembre 2021, n. 234) per il rifinanziamento della misura per gli esercizi finanziari dal 2022 al 2026. 2.000 milioni di euro assegnati assegnati dal CIPESS con deliberazione n. 7 del 14 aprile 2022, nell’ambito delle disponibilità del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2021-2027 525 milioni di euro a valere sul fondo istituito dal DL 17/2022 sostegno della transizione verde, della ricerca e dello sviluppo nel settore automotive 128.092.168 euro per l’esercizio finanziario 2022 assegnati dalla legge 5 agosto 2022, n. 111. 524 milioni di euro assegnati dal decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (c.d. “Aiuti bis”), di cui 40 milioni di euro per l’anno 2022, 400 milioni di euro per l’anno 2023, 12 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2030 Il Contratto di sviluppo è stato, inoltre, selezionato quale misura attuativa di taluni investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia e, in particolare: Investimento 5.2 “Competitività e resilienza delle filiere produttive” (Missione 1, Componente 2), con una dotazione di 750 milioni di euro; Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” (Missione 2, Componente 2), con una dotazione di 1 miliardo di euro. Investimento 5.3 “Bus elettrici” (Missione 2, Componente 2), con una dotazione di 300 milioni di euro. A valere sull’assegnazione di risorse del “Piano imprese e competitività FSC 2014-2020” (Deliberazioni CIPE n. 25/2016, n. 52/2016 e n. 14/2018), con decreto ministeriale 9 maggio 2017, come modificato dal decreto ministeriale del 5 marzo 2018, è stata costituita una riserva per il finanziamento degli Accordi di sviluppo e degli Accordi di programma. Alla luce della nuova assegnazione disposta con il decreto ministeriale 12 dicembre 2018 , la dotazione finanziaria della riserva in questione è pari a 755,28 milioni di euro. Le suddette risorse potranno essere utilizzate nel rispetto dei vincoli territoriali indicati nel citato “Piano imprese e competitività FSC 2014-2020. Le suddette risorse potranno essere utilizzate nel rispetto dei vincoli territoriali previsti dal “Piano imprese e competitività FSC 2014-2020”, come riportati nel decreto ministeriale 16 ottobre 2020 . Con direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 15 aprile 2020 , le risorse di cui alla legge di bilancio per il 2020 e al decreto Cura Italia sono state destinate al finanziamento di istanze di Accordo di programma o di Accordo di sviluppo relative a programmi di sviluppo ubicati sull’intero territorio nazionale, nel rispetto delle priorità individuate nella medesima direttiva. Con direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 19 novembre 2020 , le risorse di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti, 17 gennaio 2020 sono state destinate a nuovi Contratti di sviluppo coerenti con il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile e con lo studio sulla filiera del trasporto pubblico locale realizzato nell’ambito del predetto Piano. Il decreto ministeriale 5 marzo 2021 ha fornito disposizioni in merito all’utilizzo delle economie rinvenienti dall’attuazione della direttiva ministeriale 15 aprile 2020 e delle ulteriori risorse assegnate ai Contratti di sviluppo dal decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104. Il medesimo provvedimento ha previsto la possibile applicazione delle disposizioni recate dal Quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 alle sole istanze ritenute prioritarie ai sensi del medesimo decreto. L’applicazione delle predette disposizioni, limitata alle sezioni 3.1 “aiuti di importo limitato”, 3.6 “Aiuti per la ricerca e lo sviluppo in materia di Covid-19”, 3.7 “Aiuti agli investimenti per le infrastrutture di prova e upscaling” e 3.8 “Aiuti agli investimenti per la produzione di prodotti connessi al Covid-19” del predetto Quadro temporaneo, è stata autorizzata dalla Commissione europea con decisione della Commissione europea C(2021) 4246 final dell’8 giugno 2021. La richiesta di applicazione delle predette disposizioni può essere effettuata con le modalità e secondo i modelli indicati nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia. Con direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 2 marzo 2022 , le risorse destinate al rifinanziamento della misura dei Contratti di sviluppo dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021) e dalla legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di bilancio per il 2022) per gli esercizi dal 2022 al 2026, pari a complessivi 1.370 milioni di euro, sono state destinate al finanziamento di istanze di Contratti di sviluppo e di istanze di Accordo di programma o di Accordo di sviluppo relative a programmi ubicati sull’intero territorio nazionale, nel rispetto delle priorità individuate nella medesima direttiva. Con la direttiva sono state altresì riprogrammate, per la quota non utilizzata, le risorse assegnate dall’articolo 60, comma 2 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, a parziale modifica delle disposizioni dettate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 marzo 2021. Possono concorrere al finanziamento dei Contratti di sviluppo anche le Regioni interessate dai programmi di investimento, anche attraverso la sottoscrizione di specifici Accordi di Programma. Per il finanziamento dei Contratti di sviluppo sarà possibile, inoltre, ricorrere alle economie registrate a valere sulle assegnazioni relative al precedente periodo di programmazione, compatibilmente con eventuali limiti temporali previsti per il loro utilizzo. Il decreto ministeriale del 10 agosto 2022 ha disposto circa l’utilizzo dei fondi assegnati dal CIPESS con deliberazione n. 7 del 14 aprile 2022, nell’ambito delle disponibilità del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2021-2027. Le risorse, pari a due miliardi di euro, sono destinate a: istanze di Contratto di sviluppo presentate in procedura ordinaria (per 1,5 miliardi); Accordi di programma sottoscritti successivamente alla data di pubblicazione del decreto e istanze di Accordo di sviluppo aventi a oggetto programmi di sviluppo industriali o programmi di sviluppo per la tutela ambientale (500 milioni di euro). Le disponibilità sono soggette al vincolo di riparto 80% aree del Mezzogiorno e 20% aree del Centro-Nord. Documenti utili Elenco aree interne del Paese (pdf) - aggiornato al 15 luglio 2022 Normativa Normativa che regola lo strumento Decreto direttoriale 11 marzo 2025 - Catene di approvvigionamento strategiche. Termini e modalità presentazione domande Decreto direttoriale 11 marzo 2025 - Contratti di sviluppo. Nuovo sportello Risorse PN RIC 2021-2027 (STEP) Decreto ministeriale 23 gennaio 2025 - Contratti di sviluppo. Modifiche al decreto 6 novembre 2024 Decreto ministeriale 6 novembre 2024 - Contratti di sviluppo. Transizione ecologica, tecnologie a zero emissioni e catene di approvvigionamento strategiche Decreto ministeriale 6 novembre 2024 - Contratti di sviluppo. Modifiche alla disciplina attuativa Decreto ministeriale 25 ottobre 2024 - Programmazione delle risorse del PN RIC 2021 - 2027 in favore dei Contratti di Sviluppo Direttiva direttoriale 25 ottobre 2024 - Assegnazione di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 per la sottoscrizione di contratti di sviluppo nella ZES per il mezzogiorno. (ZES Unica) Circolare direttoriale 18 ottobre 2024, n. 42927 - Modalità attuative del sotto investimento 7.1 del PNRR Circolare direttoriale 18 ottobre 2024, n. 42944 - Contratti di sviluppo - Precisazioni in merito all’applicazione della disciplina ambientale recata dal Regolamento GBER Decreto direttoriale 15 novembre 2023 - Temporanea chiusura dei termini per la presentazione delle domande di agevolazioni Decreto ministeriale 14 settembre 2023 – Modifiche alla disciplina attuativa dei contratti di sviluppo Decreto ministeriale 19 aprile 2023 – Ulteriori modifiche al decreto ministeriale 9 dicembre 2014 Direttiva ministeriale 3 ottobre 2022 – Modalità di utilizzo delle risorse assegnate ai contratti di sviluppo Decreto ministeriale 12 agosto 2022 - Contratti di sviluppo. Applicazioni delle disposizioni previste dalla sezione 2.6 del “Quadro temporaneo Ucraina” e modifiche al decreto ministeriale 9 dicembre 2014 Decreto ministeriale 10 agosto 2022 - fondi assegnati dal CIPESS con deliberazione n. 7 del 14 aprile 2022, nell’ambito delle disponibilità del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2021-2027 Atto aggiuntivo 30 marzo 2022 alla Convenzione con Invitalia del 29 dicembre 2012 (pdf) Direttiva ministeriale 2 marzo 2022 - Contratti di sviluppo Circolare 28 marzo 2022, n. 120820 – Contratti di sviluppo. Valutazione del principio DNSH ai fini del finanziamento con le risorse del PNRR Decreto ministeriale 27 gennaio 2022 - Attuazione dell’Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) Decreto ministeriale 13 gennaio 2022 – Attuazione dell’Investimento 5.2 “Competitività e resilienza delle filiere produttive” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) Decreto ministeriale 2 novembre 2021 – Ulteriori modificazioni al decreto 9 dicembre 2014 in materia di Contratti d sviluppo Decreto direttoriale 17 settembre 2021 – Contratti di sviluppo. Apertura termini presentazione domande e direttive in materia occupazionale Decreto direttoriale 4 agosto 2021 – chiusura termini con l’eccezione di quelli relativi alle domande che richiedono l’accesso alle risorse di cui alle Direttive del 19 novembre 2020 e del 19 marzo 2021. Decreto ministeriale 5 marzo 2021 – Modalità di utilizzo delle economie rinvenienti dall’attuazione della direttiva 15 aprile 2020 e delle ulteriori risorse destinate ai Contratti di sviluppo dall’articolo 60, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 nonché estensione dello strumento agevolativo alle previsioni del “Quadro temporaneo” connesso alla pandemia da COVID-19 Direttiva del Ministro dello sviluppo economico 19 marzo 2021 – Attuazione delle disposizioni previste dall’art. 1, comma 84 della legge di bilancio 2021 in materia di programmi di sviluppo turistici e integrazione settoriale Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 13 novembre 2020 – Nuove disposizioni in tema di Accordi di programma e Accordi di sviluppo e semplificazioni dell’iter agevolativo Direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 19 novembre 2020 – modalità di utilizzo delle risorse destinate a sostenere la filiera produttiva dei mezzi di trasporto pubblico su gomma in coerenza con il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile Decreto ministeriale del 16 ottobre 2020 - Modifica della ripartizione della riserva per il finanziamento di Accordi di programma e Accordi di sviluppo. Direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 15 marzo 2020 - Modalità di utilizzo delle risorse stanziate dalla legge di bilancio per il 2020 e dal decreto Cura Italia Decreto ministeriale 12 dicembre 2018 - Incremento riserva per il finanziamento Accordi di sviluppo e Accordi di programma Decreto ministeriale 23 marzo 2018 - Ulteriori modifiche al decreto ministeriale 9 dicembre 2014 in materia di contratti di sviluppo Decreto ministeriale 5 marzo 2018 - Modifiche al dm 9 maggio 2017, riserva Accordi di sviluppo ed Accordi di programma Decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 dicembre 2017 - Rifinanziamento dei contratti di sviluppo sottoscritti nella forma di accordo di programma ovvero accordo di sviluppo Decreto ministeriale 7 dicembre 2017 Circolare direttoriale 24 novembre 2017, n. 183851 - Contratti di sviluppo agroindustriali - Chiarimenti Testo vigente del decreto del Ministro dello sviluppo economico 9 dicembre 2014 (aggiornato al 2 novembre 2021) Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017 - Modifiche ed integrazioni al decreto 9 dicembre 2014 (Settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli) Decreto del Ministro dello sviluppo economico 8 novembre 2016 - Nuove procedure per i Contratti di sviluppo (Accordi di sviluppo) Decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 dicembre 2015 - Ultimazione dei programmi Decreto del Ministro dello sviluppo economico 9 giugno 2015 - Modifiche ed integrazioni al decreto 9 dicembre 2014 Circolare 25 maggio 2015, n. 39257 - Chiarimenti su concessione delle agevolazioni Decreto del Ministro dello sviluppo economico 9 dicembre 2014 - Disciplina dei Contratti di sviluppo Normativa comunitaria Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione 17 giugno 2014 , che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato, e successive modificazioni e integrazioni Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027 Carta degli Aiuti di Stato a finalità regionale 2017-2020 Modifica Carta degli Aiuti di Stato a finalità regionale 2017-2020 Orientamenti dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020 , di cui alla comunicazione della Commissione europea 2014/C204/0l Orientamenti dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2014-2020 , di cui alla comunicazione della Commissione europea 2013/C209/0l Orientamenti dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027 , di cui alla comunicazione della Commissione europea C(2021)2594 final del 19 aprile 2021, e allegati . Consulente Inimpresa 60 Prenota 17 aprile 2025 Commenti Sottoscrivi la nostra Newsletter Enter your email here Sign Up Thanks for submitting! Indirizzo Via Conte Girolamo Giusso, 11/c, 70125 Bari, BA, Italia Telefono (+39) 340 715 1940 Email pittini@live.it Orario apertura
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Sei in: PITTINI > RIORDINO > Societario > Operazioni straordinarie M&A Operazioni societarie e di finanza straordinaria che portano alla fusione di due o più società o all'acquisizione di una società target da parte di un'altra società. di Walter Pittini < Back Next > 29 aprile 2025 M&A Mergers and Acquisitions Scalate alle banche Fusioni e acquisizioni con il botto nei primi tre mesi dell’anno: in Italia sono state realizzate operazioni per oltre 15 miliardi di euro. E le prospettive per il 2025 sono anche più rosee. Ecco perchè. Le scalate a banche e industrie fanno registrare un primo trimestre esplosivo per il mondo del m&a italiano. Secondo l’ultimo report del London Stock Exchange Group, le fusioni e acquisizioni che hanno visto un coinvolgimento di soggetti italiani hanno raggiunto i 41,2 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2025 (circa 36 miliardi di euro), più del doppio del valore registrato nello stesso periodo del 2024 e il totale più alto del primo trimestre dal 2018. Complessivamente 386 deal che hanno visto coinvolto un target italiano. Le Ops di MPS e BPER hanno messo il pepe al settore m&a Qualche operazione tra quelle di maggiore impatto economico-mediatico? L'offerta da 13,9 miliardi di dollari di MPS per la rivale Mediobanca e l'offerta da 4,5 miliardi di dollari di BPER Banca per Banca Popolare di Sondrio. Secondo KPMG, il primo trimestre 2025 ha fatto registrare operazioni per oltre 15 miliardi di euro. Tra queste, forse meno impattante mediaticamente, è l’annunciata superfusione transfrontaliera “tra pari” di Subsea7 S.A. in Saipem Spa, da cui nascerà un colosso dell’ingegneria energetica (Subsea ed Engineering & Construction per oil&gas) chiamato Saipem7, che avrà un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi di euro. La nuova società, per costituire la quale è stato firmato a febbraio un un Memorandum of understanding, avrà sede a Milano e conterà oltre 45.000 persone. Sul mercato dei legal advisor emergono nuovi studi internazionali Ad occuparsi di questa fusione sono stati molti legal advisor, nazionali e internazionali, che si sono occupati degli aspetti di diritto italiano, inglese, statunitense, norvegese e lussemburghese. Anche grazie a questo deal, nell’ultimo report di Mergermarket Q1/2025 sono “apparsi”, per la prima volta, gli studi norvegesi Thommessen e Wiersholm, e il lussemburghese Elvinger Hoss Prussen, che, assieme al mega studio indiano Cyril Amarchand Mangalda, hanno scalato la “classifica” dei legal advisor che si sono occupati delle operazioni più sostanziose, in termini di valore, del Belpaese. Questa settimana raccontiamo chi sono stati i migliori legal advisor e cosa aspetta il settore m&a nei prossimi mesi. M&a, nuovi legal advisor Gli studi legali stranieri hanno dimostrato interesse per l'Italia, che hanno fatto da legal advisor a grandi operazioni di fusione e acquisizione, di fatto erodendo la ricca torta del settore. In tre mesi, in Italia si sono registrate 4 operazioni sopra il miliardo di euro Secondo quanto emerge dal rapporto Q1/2025 sul settore M&A in Italia, realizzato da KPMG, sebbene sia diminuito il numero delle operazioni chiuse (-23% rispetto ai primi tre mesi del 2024), i controvalori sono risultati stabili (-2,7% vs il primo trimestre dello scorso anno). Nel primo trimestre si sono registrate 4 operazioni sopra il miliardo di euro tra cui la cessione da parte di Exor del 4% di Ferrari attraverso una procedura di accelerated bookbuild rivolta ad investitori istituzionali per un controvalore complessivo di 3 miliardi; l’acquisizione del 25% del capitale sociale di Enilive da parte del Fondo di investimento americano KKR per un investimento di oltre 2,9 mld; l’acquisizione del 4,1% di Generali da parte di UniCredit per un valore complessivo di circa 2 mld. Infine, l’acquisto per un miliardo di euro da parte del Gruppo Enel, attraverso Endesa Generacion, della spagnola Corporación Acciona Hidráulica che detiene un portafoglio di impianti, comprensivo di 34 centrali idroelettriche localizzate nel nord-est della Spagna. Sugli scudi in questo primo scorcio dell’anno il settore bancario e dei servizi finanziari, con una serie di operazioni di mercato al momento solo annunciate che potrebbero determinare una nuova ondata di consolidamento. È il caso dell’offerta di Banca IIn tre mesi, in Italia si sono registrate 4 operazioni sopra il miliardo di euro Sugli scudi in questo primo scorcio dell’anno il settore bancario e dei servizi finanziari, con una serie di operazioni di mercato al momento solo annunciate che potrebbero determinare una nuova ondata di consolidamento. È il caso dell’offerta di Banca Ifis su Illimity Bank, per circa 300 milioni di euro, l’Offerta Pubblica di Sottoscrizione (OPS), non concordata, di Banca MPS su Mediobanca annunciata il 24 gennaio, per un corrispettivo totale di oltre 13,3 miliardi. I tre principali macro settori a cui è attribuibile circa l’84% dei controvalori registrati nel primo trimestre del 2025, si confermano: Energy & Utilities con 5,8 miliardi; Industrial Markets con 4,3 miliardi, e Financial Services con 2,9 miliardi di euro (quest’ultimo comparto alimenta gran parte della pipeline M&A per i prossimi mesi del 2025). In termini di numero di operazioni completate, si confermano, in vetta alla classifica, i settori tipici del Made in Italy a cui è attribuibile quasi il 56% delle operazioni concluse nel primo trimestre. Resta particolarmente attrattivo il segmento del tessile ed abbigliamento.fis su Illimity Bank, per circa 300 milioni di euro, l’Offerta Pubblica di Sottoscrizione (OPS), non concordata, di Banca MPS su Mediobanca annunciata il 24 gennaio, per un corrispettivo totale di oltre 13,3 miliardi. I tre principali macro settori a cui è attribuibile circa l’84% dei controvalori registrati nel primo trimestre del 2025, si confermano: Energy & Utilities con 5,8 miliardi; Industrial Markets con 4,3 miliardi, e Financial Services con 2,9 miliardi di euro (quest’ultimo comparto alimenta gran parte della pipeline M&A per i prossimi mesi del 2025). In termini di numero di operazioni completate, si confermano, in vetta alla classifica, i settori tipici del Made in Italy a cui è attribuibile quasi il 56% delle operazioni concluse nel primo trimestre. Resta particolarmente attrattivo il segmento del tessile ed abbigliamento. Per il 2025, i deal annunciati supereranno di gran lunga i 50 mld di euro di controvalore La pipeline attesa per il 2025 sul mercato italiano in termini di operazioni annunciate, ma non ancora finalizzate, supera di gran lunga i 50 miliardi di euro di controvalore. Guida, con distacco, il comparto bancario, con l’OPS di Banca MPS su Mediobanca per oltre 13 miliardi, l’OPS di Unicredit su Banco BPM con un controvalore atteso di circa 10 miliardi, l’OPS di Banca BPER su Banca Popolare di Sondrio per 4,3 miliardi, l’OPA di Banco BPM Vita su Anima Holding, attualmente in corso e che terminerà ad inizio aprile, con un controvalore atteso di 1,7 mld ed infine l’OPS da 300 milioni di Banca Ifis su Illimity Bank. L’esito finale di queste operazioni avrà un impatto significativo sui nuovi assetti proprietari ed organizzativi nel sistema bancario e finanziario nazionale, e sui controvalori e dimensione del mercato M&A per il 2025. Ecco la classifica di Mergermarket sugli studi più performanti Per quanto concerne invece la graduatoria di MergerMarket sugli studi legali più attivi sul mercato italiano numerose le novità. Se il podio per numero di operazioni seguite è tutto nazionale (PedersoliGatti, con 30, come nel pari periodo 2024, BonelliErede 28 (era 4 nel pari periodo 2024) e Gianni&Origoni 26, sceso di un gradino) nella graduatoria per controvalore spicca il guadagno di 30 posizioni (dal 33 al 3 per un controvalore di 13,8 miliardi euro, frutto di una sola operazione) di Cyril Amarchand Mangaldas. Al primo posto Gianni&Origoni, +12 posizione rispetto al Q1 del 2024, con 21 miliardi di controvalore) e White&Case che si conferma al 2° posto, con 7 operazioni (per complessivi 14,6 miliardi). Da segnalare l’ingresso nella graduatoria per controvalore di Thommessen nell’operazione Saipem-Subsea7 (10° posto come Wiersholm che era 46° nel Q1 2024, Elvinger Hoss&Prussen, tutti con una sola operazione per un controvalore di circa 7 miliardi euro). Si proiettano al 15° posto, con una sola operazione del controvalore di circa 5 miliardi euro, gli studi Davis Polk & Wardwell e de Brauw Blackstone Westbroek. Da segnalare anche la buona crescita di Russo de Rosa Associati (dal 12° al 9° con 9 operazioni nel trimestre per un controvalore di 4 miliardi) e di Hogan Lovells International, dal 30° all’11° posto con 8 operazioni per 5,3 miliardi euro. Pesanti le discese di ADVANT (dal 3° al 20° per numero delle operazioni seguite) e DLA Piper, dal 6° al 15° posto con 6 operazioni per 1,3 miliardi euro. «PedersoliGattai registra un primo trimestre caratterizzato da un’attività significativa e diversificata nel contesto M&A», dice ad Affari Legali il managing partner Bruno Gattai. «Lo studio è stato coinvolto in una serie di operazioni di alto profilo che spaziano in termini di settori e tipologie di transazioni. In particolare, PedersoliGattai ha agito in qualità di advisor legale in operazioni di grande rilievo come l'assistenza a RadiciGroup nella cessione delle Business Area Specialty Chemicals e High Performance Polymers a Lone Star Funds; ad Ambienta SGR nella cessione della quota di maggioranza di Namirial a Bain Capital; e ad Eni S.p.A. ed Enilive S.p.A. nell'incremento della partecipazione di KKR in Enilive al 30%. In generale, «il settore Energy & Utilities ha registrato il valore più elevato delle transazioni, seguito da Industrial Markets e Financial Services». Molti prevedono un ulteriore incremento dell’attività M&A in Italia «Tra le operazioni più rilevanti seguite da Gianni & Origoni nel periodo, ricordo la fusione tra Saipem e Subsea7, assistendo Siem Industries SA, per la creazione di un leader globale nei servizi energetici, con un valore di 18 miliardi di euro, l’offerta pubblica di scambio volontaria lanciata da Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca, per un controvalore di 13 miliardi di euro, nonché l’acquisizione da parte di KKR di un’ulteriore quota del 5% in Enilive da ENI S.p.A., portando la partecipazione totale al 30%», dice Raimondo Premonte, partner del dipartimento Corporate M&A di Gianni & Origoni. «Certamente le operazioni di mercato bancarie attualmente in corso hanno contribuito in modo importante alla forte ripresa del mercato M&A in Italia rispetto al 2024, dove finalmente sono tornati, anche rispetto ad altri paesi europei, i big tickets mancati negli anni scorsi. Le prospettive per il resto del 2025 a nostro avviso sono positive tenendo conto della nostra attuale pipeline. Al netto dell’incognita Trump che potrebbe avere conseguenze stagnanti sull’economia e quindi sul mercato M&A mondiale, prevediamo infatti un ulteriore incremento dell’attività M&A in Italia, sostenuta da un contesto di tassi più favorevoli e dalla crescente domanda di tecnologie innovative. In particolare, il settore delle infrastrutture si conferma attrattivo per gli investitori internazionali grazie alla transizione energetica e alla digitalizzazione. Analizzando i settori dove ci aspettiamo una maggiore crescita di operazioni soprattutto spinte dai fondi di private equity, certamente i settori legati alle infrastrutture e transizione energetica, si confermano centrali, con un focus su energia, reti digitali, trasporti e logistica. I fondi infrastrutturali stanno investendo e continuano a guardare con attenzione ad asset strategici italiani legati alla transizione energetica, alla mobilità sostenibile e all’economia circolare. La crescente domanda di infrastrutture resilienti e sostenibili, anche in ambito sanitario e digitale, rende il comparto altamente attrattivo per investitori istituzionali e fondi infrastrutturali». L’incertezza internazionale ha ridotto il numero dei deal del 26% «Il 2025 è iniziato con una positiva crescita in termini di valore dei deal, con un aumento del 13% rispetto al primo trimestre 2024», dice Eliana Catalano, managing partner di BonelliErede e co-leader Focus Team Private Equity. «Se si analizza l’andamento per settore, però, possiamo osservare che il peso delle operazioni interbancarie è del 70% sul valore totale, e ciò contribuisce a rendere il quadro forse meno «dinamico» rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare guardando alle sole percentuali di crescita. Ancora, il numero dei deal è calato del 26%, passando dai 359 deal del 2024 ai 266 del 2025. Tra le cause, sicuramente ha un peso la congiuntura economica internazionale e le incertezze che ne derivano soprattutto a livello di valutazione delle aziende. Tra i comparti più attivi possiamo annoverare, oltre ai financial services già citati, il settore dei servizi, quello industriale e l’ICT, a differenza del primo semestre dell’anno scorso che era stato trainato dalle telco insieme all’energy. Non è da escludere che nel corso dell’anno questi ultimi possano riprendere quota, soprattutto il comparto energia che rimane sempre centrale e influenzato dall’interesse e dagli investimenti in materia di transizione energetica. A livello di numero di deal, anche il retail ha registrato ottimi risultati nel primo semestre, rappresentando nel complesso il 7% del totale. L’operazione di acquisizione di Versace da parte di Prada, annunciata all’inizio del secondo trimestre, rappresenta una spinta ottimista per il mercato. Attendiamo anche buoni sviluppi per il prosieguo dell’anno sul fronte healthcare, che insieme alla transizione energetica e al tech-ICT già menzionati, rappresentano i settori con maggiore aspettativa». Lo studio ha assistito Banca Ifis nell’OPA sulla totalità delle azioni di illimity Bank; Kering nella cessione delle società facenti parte del gruppo The Mall Luxury Outlets a Simon Property Group e Alcedo SGR, FVS SGR e agli altri soci di minoranza nella cessione di Gourmet Italian Food a Gourmet Invest, società controllata da Chequers Partenaires. «Il mercato M&A in Italia i primi due mesi del 2025 ha registrato un avvio positivo, con una notevole vivacità, confermando la tendenza positiva delle attività di investimento nella speranza che le politiche liberiste della nuova amministrazione Usa portasse l’M&A a livelli record», dice Domenico Fanuele, partner di White & Case. «Nell’ultimo mese, tuttavia, si è registrato un rallentamento in gran parte dovuto alle incertezze derivante dalle politiche sui dazi avviate dall’amministrazione Trump che hanno creato incertezza sul piano dei tassi d’interesse. Il nostro studio è coinvolto in una delle principali operazioni sul mercato, assistendo Banca MPS nell’offerta pubblica di scambio su Mediobanca annunciata il 24 gennaio, per un corrispettivo totale di oltre 13,3 miliardi di euro. Nel primo trimestre del 2025, lo Studio ha prestato assistenza in relazione ad altre operazioni di significativa rilevanza nel contesto dei mercati M&A e Private Equity. Tra queste da ultimo si segnala l’assistenza al ministero dell’economia e delle finanze in relazione all’acquisizione, unitamente a Retelit, di Sparkle oltre all’assistenza a PSG Equity, fondo statunitense di growth equity, nell'acquisizione di una partecipazione del 60% in Libraesva, pluripremiato fornitore di soluzioni software specializzato in servizi di sicurezza informatica per aziende e organizzazioni del settore pubblico. L’incognita dazi potrebbe far posticipare alcune operazioni È probabile che le criticità già emerse nel corso del 2024 continueranno a influenzare gli investitori nel 2025, in particolare per quanto riguarda il possibile posticipo di alcune operazioni anche alla luce delle incertezze sul regime dei dazi sopra menzionate e, più in generale, del perdurare delle condizioni di incertezza del contesto macroeconomico internazionale. È plausibile che, in tale contesto, si assista a una generale tendenza al rallentamento nel lancio delle operazioni da parte degli operatori di mercato, in attesa di maggiore chiarezza, soprattutto per le target caratterizzate da forte esposizione al mercato statunitense. Diversamente, le target che hanno fatturati esposti solo al mercato italiano o europeo dovrebbe continuare ad essere appetibili per gli investitori, soprattutto nel segmento mid market». «Hogan Lovells si è confermato particolarmente attivo lungo queste direttrici strategiche, assistendo clienti nei settori sopra menzionati, con particolare focus su operazioni di consolidamento bancario, acquisizioni industriali strategiche e operazioni di private equity, ambiti nei quali lo Studio vanta una consolidata esperienza e un posizionamento di mercato competitivo», dice Luca Picone, partner di Hogan Lovells. Le incertezze macroeconomiche e geopolitiche provenienti dal contesto statunitense non hanno finora avuto impatti negativi sull’operatività dello studio. «Al contrario, nel primo trimestre del 2025 si è osservato un incremento delle operazioni cross-border, sia inbound sia outbound, a conferma della solidità dell’approccio integrato e della presenza internazionale di Hogan Lovells. Questa dinamica è stata resa possibile grazie alla presenza capillare del network internazionale di Hogan Lovells, in grado di supportare efficacemente investitori italiani nei principali mercati esteri e, al contempo, di assistere player stranieri interessati a operazioni nel territorio italiano. Tale direzione strategica si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento della presenza dello studio in Italia. Prevediamo il mantenimento di un buon livello di attività nel mercato M&A per il resto del 2025, con particolare attenzione ai settori con forte componente ESG, alla transizione energetica, all’innovazione tecnologica e financial services. Hogan Lovells continuerà a investire nel rafforzamento della propria presenza, ponendosi come interlocutore privilegiato per operazioni complesse, sia domestiche che transnazionali». «Il primo trimestre del 2025 si è rivelato particolarmente attivo con diverse operazioni straordinarie di grande rilevanza sul mercato. Nello specifico, molto interessanti il settore bancario e finanziario. Il resto del 2025 rimarrà a nostro avviso intenso, con picchi di complessità su settori oggetto di consolidamento», dice ad Affari Legali Filippo Modulo, managing partner di Chiomenti. Lo studio ha seguito la joint venture nell’asset management tra BPCE e Assicurazioni Generali S.p.A. (assistenza a BPCE), ha assistito Baku Steel nell’operazione relativa alle acciaierie di Taranto e BPER Banca nell’OPA su Banca Popolare di Sondrio. «L’inizio del 2025 è stato contrassegnato dalla finalizzazione di alcuni progetti di ampio respiro e successo sviluppati nel corso degli ultimi anni oltre che dall’avvio di nuove piattaforme di investimento», dice Leo De Rosa, partner di Russo De Rosa Associati Studio legale e Tributario. «Tra i primi abbiamo affiancato Aksia per la vendita del gruppo Mir attualmente il player di riferimento a livello globale nel settore della spirometria e Alcedo per quella del gruppo Gourmet Italian Food, piattaforma che aggrega aziende leader nella produzione di gastronomia e piatti pronti di alta qualità. Il Private Equity dimostra di essere in fermento e nella generazione di valore per gli investitori è sempre più orientato ad attività di consolidamento settoriale». Bari, 29 aprile 2025 @ Riproduzione riservata Commenti 29 aprile 2025 In quale altro modo possiamo aiutarti Industrie Soluzioni
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Sei in: PITTINI > RIORDINO > Societario > Inimpresa Beni strumentali - Nuova Sabatini [object Object] < Inimpresa Contattaci Previous Next di Walter Pittini 21 marzo 2025 Condividi: Facebook X (Twitter) LinkedIn Pinterest Copia link La circolare direttoriale 22 luglio 2024, n. 1115 , integra e modifica la circolare n. 410823, del 6 dicembre 2022 e ss.mm .ii., e fornisce le istruzioni necessarie alla corretta attuazione dell’intervento “Nuova Sabatini Capitalizzazione” nonché gli schemi di domanda e di dichiarazione e l’ulteriore documentazione che l’impresa è tenuta a presentare per poter beneficiare dell’agevolazione. La Legge di Bilancio 2025 ha rifinanziato la Nuova Sabatini con 1,7 miliardi di euro per il periodo 2025-2029. Il rifinanziamento , che consente di assicurare continuità alla misura di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, è pari a: 400 milioni di euro per l’anno 2025; 100 milioni di euro per l’anno 2026; 400 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029. La Nuova Sabatini prevede la concessione di contributi (in conto impianti) da parte del Ministero a fronte di finanziamenti (bancari o leasing), erogati da banche/intermediari finanziari aderenti alla misura, destinati a: investimenti in beni strumentali , inerenti all’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo e hardware, nonché di software e tecnologie digitali destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare; investimenti 4.0 , relativi all’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di beni materiali nuovi di fabbrica e immateriali, aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti; investimenti green , concernenti l’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi. Dal 1° ottobre 2024 è attiva anche la nuova linea di intervento “Sostegno alla capitalizzazione” , che riconosce alle PMI, costituite in forma di società di capitali, un contributo maggiorato rispetto a quello ordinario a fronte di investimenti in beni strumentali, in beni 4.0 e green (coperti sempre con un finanziamento, bancario o in leasing) collegati ad un aumento del capitale sociale: non inferiore al 30% dell’importo del finanziamento deliberato, interamente sottoscritto dalla PMI entro e non oltre i 30 giorni successivi alla concessione del contributo; versato per almeno il 25% (oltre all’intero importo del sovrapprezzo delle azioni, se previsto) oppure per l’intero importo, qualora l’aumento di capitale sia effettuato dall’unico socio ovvero da una società a responsabilità limitata semplificata, entro e non oltre i 30 giorni successivi alla concessione del contributo. 1. Cos'è La misura Beni strumentali ("Nuova Sabatini") è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese L'agevolazione sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. La misura Beni strumentali ("Nuova Sabatini Capitalizzazione") ha l’obiettivo di incentivare i processi di capitalizzazione delle PMI che intendono realizzare un programma di investimento in macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali 2. A chi si rivolge Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda: sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca; sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria; non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea; non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà; abbiano sede legale o una unità locale in Italia; per le imprese non residenti nel territorio italiano il possesso di una unità locale in Italia deve essere dimostrato in sede di presentazione della richiesta di erogazione del contributo. L’agevolazione Beni strumentali ("Nuova Sabatini Capitalizzazione") è rivolta alle micro, piccole e medie imprese (PMI) che, oltre a rispettare i predetti requisiti, alla data di presentazione della domanda: sono costituite in forma di società di capitali; sono impegnate in un processo di capitalizzazione; non annoverano tra gli amministratori o i soci persone condannate con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per il reato di cui all’art 2632 codice civile. Gestione domande Accedi alla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it per compilare una nuova domanda di contributo e gestire quelle già presentate. Per maggiori informazioni, consulta la guida . 3. Settori ammessi Sono ammessi tutti i settori produttivi , inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione del settore inerente alle attività finanziarie e assicurative. 4. Cosa finanzia I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni”, ossia a spese classificabili nell'attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità); a software e tecnologie digitali. Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”. Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti: autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito; correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa. 5. Le agevolazioni Consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti. L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing). Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” (istituito dall’art. 2, comma 100, lettera a, della legge n. 662/96) fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere: di durata non superiore a 5 anni; di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro; interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili. Il contributo del Ministero è un contributo in conto impianti il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al: 2,75% per gli investimenti ordinari 3,575% per gli investimenti 4.0 3,575% per gli investimenti green (in relazione a domande presentate a partire dal 1° gennaio 2023). Il contributo del Ministero, per le PMI impegnate in processi di capitalizzazione che intendono realizzare un programma di investimento, ai sensi dell’articolo 21, del decreto-legge n. 34/2019, è un contributo in conto impianti il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al: 5% per le micro e piccole imprese; 3,575% per le medie imprese. Beni 4.0 I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% previsto della legge 232 dell’11 dicembre 2016 (legge di bilancio 2017), sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e s.s.mm .ii. Alla luce delle novità introdotte dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018), con circolare n. 269210 del 3 agosto 2018 si è provveduto ad adeguare l’elenco dei beni immateriali ( allegato 6/B ) in relazione ai quali può essere riconosciuta la misura massima del contributo. Linee guida e chiarimenti Per maggiori chiarimenti circa le caratteristiche tecniche e la riconducibilità dei beni per i quali si intende fruire del beneficio a quelli elencati negli allegati sopra citati, si invita a prendere visione delle linee guida tecniche contenute nella parte terza della Circolare Mise - Agenzia delle entrate del 30 marzo 2017, n. 4/E . Esclusivamente in merito alla riconducibilità dei beni fra quelli elencati negli allegati sopra citati è possibile acquisire autonomamente il parere tecnico da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.La richiesta di parere va trasmessa all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) della Direzione generale per la politica industriale, l'innovazione e le PMI: dgpiipmi.dg@pec.mise.gov.it Investimenti green (per le domande presentate a partire dal 1° gennaio 2023) L’articolo 1, comma 227, della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio 2020) ha disposto l’attribuzione di una specifica dotazione finanziaria nell’ambito delle risorse destinate alla misura Nuova Sabatini per investimenti a basso impatto ambientale da parte di micro, piccole e medie imprese. Nello specifico, si tratta di « investimenti green » correlati all’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi . Per tali operazioni l’agevolazione è concessa alla PMI nella forma di un contributo in conto impianti il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento ad un tasso d’interesse annuo pari al 3,575 per cento . In attuazione della predetta norma, il decreto interministeriale 22 aprile 2022 prevede, ai fini del riconoscimento del contributo maggiorato, il possesso di un’idonea certificazione ambientale di processo oppure di un’idonea certificazione ambientale di prodotto. Capitalizzazione (per le domande presentate a partire dal 1° ottobre 2024) L’articolo 21 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, recante “ Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi” , ha previsto il riconoscimento di un contributo in favore delle PMI , costituite in forma societaria, impegnate in processi di capitalizzazione , che realizzano un programma di investimento. Per tali operazioni l’agevolazione è concessa, alle PMI , nella forma di un contributo in conto impianti , il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento ad un tasso d’interesse annuo del: • 5 % per le micro e piccole imprese ; • 3,575 % , per le medie imprese . Il decreto 19 gennaio 2024, n. 43 , del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 80, del 5 aprile 2024, ha definito i requisiti, le condizioni e le modalità per l'accesso delle PMI al contributo di cui al predetto articolo 21 del decreto-legge n. 34/2019. 6. Come funziona La PMI delibera l’aumento di capitale sociale nei termini e nelle modalità previste dall’articolo 5 del decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43 e dal punto 5.4 della circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022 e ss.mm .ii. (Solo per le domande "Nuova Sabatini Capitalizzazione" ). La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l'aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Le modalità di presentazione della domanda di accesso al contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali ("Nuova Sabatini") - Presentazione domande . La banca/intermediario finanziario verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dalla PMI, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa e, sulla base delle domande pervenute, trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo. La banca/intermediario finanziario, previa conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI mediante l’utilizzo della provvista costituita presso Cassa depositi e prestiti S.p.A., ovvero mediante diversa provvista. La banca/intermediario finanziario che decida di concedere il finanziamento alla PMI, adotta la relativa delibera e la trasmette al Ministero, unitamente alla documentazione inviata dalla stessa PMI in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni. Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione, nonché degli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiaria e lo trasmette alla stessa e alla relativa banca/intermediario finanziario. La PMI entro e non oltre i trenta giorni successivi al provvedimento di concessione, sottoscrive l’aumento di capitale nelle modalità previste dall’articolo 5 del decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43 e dal punto 5.4 della circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022 e ss.mm .ii. (Solo per le domande "Nuova Sabatini Capitalizzazione" ). La banca/intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI e ad erogare alla stessa il finanziamento in un’unica soluzione oppure, nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene o alla data di collaudo, se successiva. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo. La PMI effettua il/i versamento/i della/e quota/e dell’aumento di capitale nei termini e nelle modalità previste dall’articolo 5 del decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43 e dal punto 5.4 della circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022 e ss.mm .ii. (Solo per le domande "Nuova Sabatini Capitalizzazione" ). La PMI, ad investimento ultimato e previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso la procedura disponibile sulla piattaforma ( https://benistrumentali.dgiai.gov.it/Imprese ), apposita richiesta di erogazione del contributo (modulo RU) e la trasmette al Ministero, unitamente all’ulteriore documentazione richiesta. Le modalità per richiedere l’erogazione del contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali ("Nuova Sabatini") - Erogazione contributo . In linea generale, il contributo è erogato dal Ministero alle PMI beneficiarie in quote annuali, secondo il piano temporale, riportato nel provvedimento di concessione, che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento. In tali casi, la PMI, successivamente alla trasmissione del modulo RU, effettua la richiesta di pagamento su base annuale attraverso l’accesso alla piattaforma, previa comunicazione di eventuali variazioni intercorse. Rimane, altresì, confermata l’erogazione del contributo in un’unica soluzione solo per le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere: dal 1° maggio 2019 e fino al 16 luglio 2020, in caso di finanziamento deliberato di importo non superiore a 100.000 euro, come già disposto dall’articolo 20, comma 1, lettera b), del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58; dal 17 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, in caso di finanziamento deliberato di importo non superiore a 200.000 euro, come già disposto dell’articolo 39, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120; dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, indipendentemente dall’importo del finanziamento deliberato, come già disposto dall’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2020, n. 178; dal 1° gennaio 2022, nel caso in cui l’importo del finanziamento deliberato in favore della PMI non è superiore a 200.000,00 euro, come già disposto dall’articolo 1, comma 48, della legge 30 dicembre 2021, n. 234. Finanziamento nell’ambito del PON “Imprese e Competitività” 2014-2020 La Nuova Sabatini è stata ritenuta coerente con i criteri di selezione delle operazioni del Programma Operativo Nazionale “Imprese e Competitività” 2014-2020 FESR (PON IC), con specifico riferimento all’Asse prioritario VI (REACT-EU). Per maggiori informazioni: Finanziamento della misura Beni Strumentali (“Nuova Sabatini”) nell’ambito del PON “Imprese e Competitività” 2014-2020 7. Presentazione domande A partire dal 1° gennaio 2023, le domande di agevolazione devono essere compilate, secondo le modalità definite dalla circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022 (pdf). Nello specifico, la domanda di agevolazione deve essere compilata, pena l’improcedibilità della stessa, in via esclusivamente telematica attraverso la procedura disponibile nella sezione “Compilazione domanda di agevolazione” della piattaforma informatica dedicata alla misura. Ad avvenuta compilazione della domanda mediante la predetta procedura, verrà reso disponibile il Codice Unico di Progetto – CUP associato all’istanza in questione da riportare nelle fatture elettroniche (nello specifico, le fatture elettroniche, sia di acconto che di saldo, riguardanti i beni per i quali sono state ottenute le agevolazioni, devono riportare nell’apposito campo il “Codice Unico di Progetto – CUP”, reso disponibile in sede di perfezionamento della domanda di accesso al contributo, unitamente al riferimento alla norma istitutiva dell’intervento “art. 2, c. 4, D.L. n. 69/2013” da riportare in maniera separata nelle medesime fatture). Una volta apposta la firma digitale, si dovrà quindi procedere all’invio della domanda, esclusivamente da un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), all'indirizzo PEC della banca/intermediario finanziario a cui si chiede il finanziamento, scelta tra quelle aderenti all'iniziativa. Nella sezione Documenti utili della scheda di presentazione della misura è disponibile l'elenco delle banche e degli intermediari finanziari che ad oggi hanno aderito all’Addendum alla convenzione tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A. Le domande di accesso all’ agevolazione Beni strumentali ("Nuova Sabatini Capitalizzazione") possono essere presentate a partire dal 1° ottobre 2024 secondo le modalità definite dalla circolare n. 410823 del 6 dicembre 2022 e ss.mm .ii . Allegati: Guida alla compilazione del modulo di domanda (pdf) Guida alla compilazione del modulo di domanda - Nuova Sabatini Capitalizzazione (pdf) Allegato 1 – FAC-SIMILE Modulo di domanda (pdf) Allegato 1 Bis -FACSIMILE Modulo di domanda – Nuova Sabatini Capitalizzazione (pdf) Prospetto per il calcolo dei parametri dimensionali (doc) Modelli utili alla richiesta delle informazioni antimafia (pdf) Foglio di calcolo del contributo ( Versione "*.xlsx" , Versione "*.xls" ) La circolare direttoriale 22 luglio 2024, n. 1115, integra e modifica la circolare n. 410823, del 6 dicembre 2022 a seguito dell’entrata in vigore, il 20 aprile 2024, del decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43 , recante il Regolamento per il sostegno alla capitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare un programma di investimento, e fornisce le istruzioni necessarie alla corretta attuazione dell’intervento “Nuova Sabatini Capitalizzazione”, nonché gli schemi di domanda e di dichiarazione e l’ulteriore documentazione che l’impresa è tenuta a presentare per poter beneficiare dell’agevolazione. La circolare definisce, in particolare, le caratteristiche dell’aumento di capitale sociale, nonché le modalità e i termini di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione del contributo in conto impianti, il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo del: 5% per le micro e piccole imprese; 3,575% per le medie imprese. Le disposizioni di cui alla presente circolare si applicano alle domande presentate a partire dal 1° ottobre 2024. Comunicato pubblicato nella GURI n. 176 del 29 luglio 2024. Circolare (pdf) Allegato 1 Bis -FACSIMILE Modulo di domanda – Nuova Sabatini Capitalizzazione (pdf) Allegato 2 Bis- FACSIMILE Modulo RU – Nuova Sabatini Capitalizzazione Allegato 5 - FACSIMILE DSAN di avvenuto versamento dell’aumento di capitale sociale nei termini e nelle modalità previste dall’articolo 5, comma 7, del decreto interministeriale 19 gennaio 2024, n. 43- Nuova Sabatini Capitalizzazione (pdf) Allegato A - Oneri Informativi (pdf) 8. Informativa trattamento dati personali Informativa trattamento dati personali (pdf) 9. Disponibilità contributo Risorse disponibili sulla misura "Beni strumentali - Nuova Sabatini" . Risorse1.598.536.286,98 euro Nuova Sabatini Risorse77.859.388,3600 euro Nuova Sabatini Capitalizzazione Elaborazione marzo 2025 10. Documenti utili Report finale di valutazione dell’impatto del regime Beni Strumentali – Nuova Sabatini per i cicli di operatività 2015-2016 e 2017-2018 (pdf) Testo coordinato della Convenzione tra Ministero, Cdp e ABI (pdf) Elenco delle banche e degli intermediari finanziari aderenti all’Addendum alla Convenzione (pdf) Modalità operative di accreditamento alla Piattaforma MISE (solo per Banche e Intermediari finanziari) (pdf) Manuale utente B/I Nuova Sabatini (solo per Banche e Intermediari finanziari) (pdf) Manuale utente B/I Nuova Sabatini Capitalizzazione (solo per Banche e Intermediari finanziari) (pdf) Allegato n.7 alla circolare n.410823 del 6 dicembre 2022 - Ripartizione importi finanziamento/Investimenti (pdf) Foglio calcolo termini amministrativi (xlsx) (aggiornato decreto-legge 29 settembre 2023, n.132) Report finale di valutazione dell’impatto del regime Beni Strumentali – Nuova Sabatini per il ciclo di operatività 2015-2016 (pdf) Consulente Inimpresa 60 Prenota 17 aprile 2025 Commenti Sottoscrivi la nostra Newsletter Enter your email here Sign Up Thanks for submitting! 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